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Linea bollente. Giappone-Milano, Wanda Nara e Antonio Conte. Mauro Icardi al centro di questo valzer, protagonista indiretto, assente nella forma ma non nei fatti. Il suo futuro all’Inter una matassa da districare. Un fardello, anche in vacanza.

LA TELEFONATA - Difatti, nonostante la smentita via social, la moglie-agente dell’argentino ha deciso di fare il primo passo, deciso, palese. Cellulare in mano, ricerca della lettera C in rubrica ed è partita la telefonata. Il destinatario proprio il neo allenatore nerazzurro. Primo contatto tra Wanda e Antonio, una telefonata nella quale ha descritto la voglia di Mauro di tornare ad essere centrale nel progetto Inter, la carica che lo motiva e l’assoluta volontà di restare a Milano. Un messaggio accorato e, almeno nelle intenzioni, volto a convincere il tecnico. La reazione non ha rispettato le attese. Glaciale, senza battere ciglio, Conte ha ribadito che Icardi non rientra nella sua idea di Inter, non è compreso nel progetto che sta nascendo, ed è considerato già un corpo estraneo al resto della squadra. Una decisione condivisa, non da oggi, con i vertici societari, Marotta e Ausilio in primis. 
E ORA? - La telefonata tra Wanda e Antonio potrebbe aver spento l’ultimo fuoco nerazzurro nel cuore di Icardi, ma ci sarà comunque un ulteriore incontro tra le parti. In ogni caso, con ogni probabilità, il centravanti argentino partirà il 7 luglio con i compagni per il ritiro, che quest’anno sarà a Lugano. L’Inter, anche per evitare problemi legati al mobbing, per non fornirgli alcun appiglio legale, lo dovrebbe convocare. Ma in gruppo, in Svizzera, potrebbe esserci già Edin Dzeko, sostituto del rosarino ed esplicita richiesta di Conte. E sarà proprio il bosniaco, fin dalle prime amichevoli, ad essere schierato al centro dell’attacco nerazzurro. Perché, come ribadito, Icardi non rientra più nei piani dell’Inter. Che ora aspetta solo l’offerta giusta per salutarlo definitivamente. Certo, sempre che lui accetti di fare i bagagli.