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E' caos in casa Milan. La decisione di Silvio Berlusconi di esonerare Sinisa Mihajlovic e di promuovere Cristian Brocchi, ha spiazzato tutti, non solo il tifo rossonero. Adriano Galliani ha provato a mediare, ha cercato di convincere il patron rossonero a rimandare ogni decisione dopo il 21 maggio, giorno della finale di Coppa Italia contro la Juventus, senza successo. Berlusconi è stato irremovibile, l'allenatore serbo non gli è mai piaciuto, né dal punto di vista degli atteggiamenti né, soprattutto, da quello del gioco, la sconfitta con la Juventus è stato il pretesto per cambiare. Una scelta, al di là delle dichiarazioni dei mesi scorsi, accolta con piacere da una parte dello spogliatoio
Secondo quanto appreso da calciomercato.com il gruppo rossonero, infatti, è tutt'altro che unito. Non tutti erano con Mihajlovic, non tutti apprezzavano le sue scelte e i suoi modi. Una frattura uscita dal luogo sacro dello spogliatoio e arrivata direttamente ai 'piani alti'. Quei 'piani alti' che ieri hanno comunicato la scelta di cambiare allenatore prima alla legione degli scontenti, della quale fanno parte Mexes, Bertolacci, Bonaventura, Bacca e Menez. Solo qualche ora più tardi, nel pomeriggio, sono stati avvisati 'i fidati' di Mihajovic, tra i quali Kucka, Abate, Antonelli e Romagnoli, rimasti spiazzati. Trattamento diverso, per la stessa notizia. Il Milan è una polveriera, a Brocchi il compito di trovare l'equilibirio in una stagione che rischia di naufragare.