Finalmente si torna in campo. Finalmente torna in campo, parafrasandone i concetti dell’intervista rilasciata al Corriere Fiorentino. “È una sofferenza guardare gli altri dalla tribuna”, ha confessato. E magari la prossima volta Jordan penserà due volte prima di sferrare un calcione a Joao Pedro. Tre giornate di squalifica e il rientro a Napoli. Veretout è pronto a prendersi la Fiorentina.

I SUOI QUINDICI GIORNI – Settembre è iniziato nel migliore dei modi: la sua compagna, infatti, il primo giorno del mese ha dato alla luce Kaylie nel reparto di maternità di Careggi, a Firenze. “Sono orgogliosa che sia nata qui”, ha scritto la madre sui social. Uno stimolo in più per il padre che, si augurano in viola, potrebbe subito dedicargli un gol o una vittoria.

IL RIENTRO – Stefano Pioli ha ovviato alla sua assenza in modo positivo, vien da dire a giudicare dai risultati, che ne hanno premiato le scelte. Provato inizialmente nel pre-campionato, dopo l’esclusione dall’Europa League è stato messo da parte per testare la formazione che avrebbe aperto la stagione. Ora, però, è il suo turno, e una maglia da titolare non può rubargliela nessuno. E se Benassi e Gerson sembrano sicuri del posto – il primo senza dubbio – il discorso si fa diverso davanti alla difesa.

CAMBIAMENTIPartito Milan Badelj, la Fiorentina non ha voluto sostituirlo per caratteristiche. Ha preso delle alternative – da Edimilson a Nørgaard – ma ha fin da subito puntato su Veretout in quel ruolo. Sarà quindi il francese, duttile all’ennesima potenza, a ricoprire la casella di mediano e regista, una commistione di interdizione e tecnica. Anche da questo esperimento passeranno molti fattori del futuro della formazione toscana.

RISCHIO – “Sono pronto a tutto – ha dichiarato il calciatore in merito – e devo ancora imparare”, anche se un rischio c’è: quello di perdere un apporto in fase realizzativa che lo scorso anno si è rivelato fondamentale. Otto reti in Serie A e serate epiche con doppiette e triplette, ma l’arretramento potrebbe togliere una parte di ciò. Anche Veretout ne è consapevole: “Dovendo stare un po’ più dietro potrei segnare di meno, ma è altrettanto vero che toccherò tantissimi palloni e questo mi piace”. Beh, ci sono comunque i calci piazzati da scaraventare in rete.