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Cinque risultati utili su sei partite. Quattro vittorie, una leggendaria contro la Juventus, mai perdente all'Olimpico da nove anni. Aurelio Andreazzoli sta meritando il rinnovo sul campo, sia durante le partite che nel lavoro quotidiano. I giocatori sono tutti dalla sua parte: al concetto di calcio offensivo di Zeman abbina l'importanza del sapersi difendere. Stekelenburg ringrazia: ‘Ora non ho più alcun motivo per andare via, il nuovo tecnico mi da fiducia’. Marquinho, De Rossi, Perrotta si riscoprono protagonisti nella nuova Roma, volenterosa di ritornare in Europa. Dopo la sosta Andreazzoli avrà a disposizione Pjanic, Torosidis, Destro, e spera di recuperare ‘moralmente’ anche Osvaldo.

Perché il suo obiettivo è quello di far sentire tutti sullo stesso piano. Il processo di 'riciclaggio' è iniziato con il trio di centrocampo titolare di Zeman e finito nelle retrovie: Tachtsidis, Bradley e Florenzi lentamente si stanno - chi più, chi meno, chi con altri compiti - ritagliando il loro spazio. Il tecnico è poi riuscito a farsi capire da Lamela, ha restituito una dignità a Piris, ora all'appello manca soltanto l’attaccante italo-argentino, impegnato domani in Nazionale contro il Brasile. Ma dipenderà anche da lui.

Intanto, Baldini e Fenucci studiano i conti. La società ha sul bilancio i due milioni di euro di Zeman e i quattrocentomila di Andreazzoli (parliamo di cifre lorde annue), e mentre strizzano l'occhio ad Allegri tengono aperta la possibilità di conferma del tecnico di Massa. Sia per i risultati che sta ottenendo, sia appunto per mere esigenze economiche. Stando così le cose, la Roma pagherà lo stipendio a Zeman fino al 2014. La speranza è che il boemo trovi presto una nuova squadra e ci si accordi per la rescissione, ma non è così scontato che tutto ciò avvenga entro giugno. Nel frattempo mettere un terzo allenatore sul conto paga appare un po' azzardato. In questo scenario la conferma di Andreazzoli diventa un'ipotesi sempre più credibile. E non è detto che sia un male.