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Prigioniero no, ma poco ci manca. Edin Dzeko, per la terza volta di fila, in due anni e mezzo disfa le valigie già pronte all’imbarco. Nel 2018 era a un passo da Chelsea, lo scorso anno dall’Inter. E oggi, con l’arrivo di Morata, vede sfumare sul traguardo la maglia della Juventus che avrebbe dovuto vestire per a prima volta proprio domenica prossima contro la Roma. Se nei primi due casi, però, era stata la sua volontà a trattenerlo in giallorosso oggi la permanenza nella capitale non dipende da lui anche se il giocatore (a parte uno sfogo domenica) non ha mai forzato per andarsene La telenovela Milik dall’esito ormai negativo ha convinto Paratici a virare all’ultimo nonostante sia col bosniaco sia con la Roma fosse tutto fatto. A 35 anni era la grande occasione per Dzeko di vincere lo scudetto in Italia e di giocare con Ronaldo. E invece oggi si ritroverà a Trigoria con Fonseca, un allenatore col quale ha avuto più di un problema negli ultimi mesi (vedi Colonia nel posto Roma-Siviglia). E’ felice la moglie Amra che a Roma si trova alla meraviglia, è meno contento Dzeko a meno che non avvenga quello che nella capitale in molti si aspettano.
ALLEGRI E CONTE -  Da giorni, infatti, la panchina di Fonseca è decisamente instabile e le voci su Massimiliano Allegri si moltiplicano. L’eventuale addio del portoghese e l’avvio di un progetto d’alto livello col toscano farebbe tornare il sorriso ad Edin che domenica dovrebbe comunque partire titolare a 5 anni esatti dal suo primo gol italiano proprio in un Roma-Juve. L’ex City insegue il podio dei bomber di tutti i tempi in giallorosso e tornerà a indossare la fascia da capitano lasciata per un week end a Pellegrini.  C’è, infine, una via che porta ancora alla cessione. Se la Roma dovesse in qualche modo prendere Milik (nelle ultime ore si è offerto pure Cavani) allora per Dzeko si riaprirebbe la pista Inter dove gioca il suo amico Kolarov e dove allena Conte che già lo voleva al Chelsea. Ma a pochi giorni dalla fine del mercato resta una ipotesi difficile.