Come si fa a gettare via una vittoria e a stabilire un poco invidiabile record. Questo ha fatto e disfatto la Roma, capace di chiudere il primo tempo con un meritato 2-0 firmato da Cristante e Kolarov, ma soprattutto capace di farsi raggiungere sul 2-2 nel finale dal Cagliari rimasto in nove uomini per la contemporanea espulsione del capitano Ceppitelli e Srna. E siccome il Cagliari non è l’Inter, questo secondo 2-2 consecutivo, senza nemmeno l’alibi per un altro rigore negato, non è un punto guadagnato ma una sconfitta morale che conferma la stagione sbagliata della squadra giallorossa. Non può essere un caso se la Roma ha sempre incassato almeno un gol nelle ultime sette partite e non vince dal 4-1 contro la Sampdoria, cui sono seguiti lo 0-1 di Udine e questi ultimi due pareggi. Così come non può essere un caso che il Cagliari sia ancora imbattuto in casa, come la Juventus e il Napoli, prossimo avversario che riceverà in casa.       

ROMA PADRONA - Preceduta un minuto di silenzio per ricordare Radice, allenatore delle due squadre, Cagliari-Roma sembra la partita dei grandi assenti, perché Di Francesco è sempre senza capitan De Rossi, Dzeko, Lorenzo Pellegrini ed El Shaarawy, mentre Maran deve rinunciare allo squalificato Barella, all’infortunato Castro e all’ultimo momento anche al suo bomber Pavoletti, bloccato proprio nel riscaldamento. A livello numerico è più penalizzata la Roma, ma il campo dice subito che a livello tecnico soffre di più il Cagliari, in mezzo al campo e ancora di più in attacco. Cerri, sostituto di Pavoletti, in coppia con Farias si mostra subito troppo impacciato e così Olsen può assistere indisturbato al grande primo tempo dei suoi compagni, per nulla preoccupato da un tiro debole di Joao Padro. Zaniolo, schierato tra Under e Kluivert alle spalle di Schick, è il primo a spaventare Cragno con una conclusione fuori di poco. E’ il segnale della grande voglia della Roma di tornare a vincere e non a caso dopo meno di un quarto d’ora arriva il gol di Cristante, con un gran sinistro dentro la lunetta, che conclude una bella azione in velocità rifinita da un tocco di Kluivert si cross da destra di Florenzi. Il Cagliari accusa il colpo e subisce il gran primo tempo dei giallorossi vicinissimi al raddoppio con Under e Kluivert, prima del raddoppio vero firmato quasi allo scadere del primo tempo da una punizione di Kolarov deviata dalla spalla di Cerri. Soltanto a questo punto i padroni di casa hanno un guizzo pericoloso, ma Olsen è bravo a respingere il sinistro di Farias.

ZANIOLOK -  L’intervallo regala al Cagliari la voglia di provarci, ma non basta il grande movimento di Joao Pedro a supporto delle due punte Cerri e Farias. La Roma è più squadra e Zaniolo si conferma una piacevolissima realtà, perché dalla sinistra riesce a trovare un gran tiro che soltanto una paratissima di Cragno non fa terminare in rete. Farias, il più pericoloso tra i sardi, non sorprende Olsen, mentre Zaniolo continua il suo personalissimo show inventando un sinistro di punta sul quale Cragno è di nuovo bravissimo. Con Pajac al posto di Padoin, Maran spera di trovare più spinta sulla sinistra, ma la scossa che rianima il pubblico è un tiro di Cerri che sbatte sul braccio di Kolarov. Viste riviste le immagini al monitor, l’arbitro Mazzoleni non se la sente però di assegnare il rigore al Cagliari, improvvisamente più battagliero. Di Francesco avverte il pericolo e toglie Kluivert per rinforzare la fascia sinistra con l’inserimento del difensore Luca Pellegrini, mentre Maran indovina la mossa mandando in campo Sau al posto di Farias. 

FINALE INCANDESCENTE  - Il secondo cambio della Roma è il ritorno di Pastore che rileva l’inconcludente Schick e non è un cambio fortunato, perché poco dopo il Cagliari raccoglie il meritato frutto della sua pressione. Joao Pedro è bravo a sfruttare un angolo deviando di testa a centro area un pallone che Ionita, ancora di testa, manda alle spalle di Olsen. E così la Roma per la settima partita consecutiva incassa almeno un gol, a conferma dei suoi problemi difensivi, malgrado il ritorno di Manolas al fianco di Fazio. Con 10’ ancora da giocare, recupero compreso, e una partita improvvisamente in bilico, Di Francesco sacrifica Zaniolo per rinforzare la difesa con Juan Jesus, nella speranza di non correre altri rischi, ma la mossa è sbagliata perché la Roma si chiude ancora di più, regalando coraggio ai sardi. Il clima si fa incandescente e nel giro di un paio di minuti il Cagliari si trova senza Maran, allontanato per proteste, ma soprattutto senza Srna e il capitano Ceppitelli espulsi. In nove contro undici sembra finita, ma nel calcio non è mai finita fino al fischio finale e la nuova clamorosa conferma arriva con il pareggio del Cagliari, firmato da Sau che vola in contropiede e segna il suo primo gol in campionato, dopo un anno, per la gioia del presidente Giulini sceso dalla tribuna ed entrato addirittura in campo, a conferma di un nervosismo eccessivo dell’intero ambiente. Peccato perché, al di là delle colpe della Roma, il Cagliari ha dimostrato che il calcio è bello perché può sempre succedere di tutto.




Cagliari-Roma 2-2 (primo tempo 0-2)

Marcatori: 14' p.t. Cristante (R), 41'p.t. Kolarov (R), 39' s.t. Ionita (C), 50' s.t. Sau (C)

Assist: 14' p.t. Kluivert (R), 39' s.t. Joao Pedro (C)

Cagliari (4-3-1-2): Cragno; Srna, Ceppitelli, Klavan, Padoin (20' s.t. Pajac); Faragò, Bradaric (35' s.t. Cigarini), Ionita; Joao Pedro; Farias (30' s.t. Sau), Cerri. All. Maran

Roma (4-2-3-1): Olsen; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nzonzi, Cristante; Under (44' s.t. Juan Jesus), Zaniolo, Kluivert (30' s.t. Pellegrini); Schick (38' s.t. Pastore). All. Di Francesco

Arbitro: Mazzoleni di Bergamo

Ammoniti: 2' s.t. Cristante (R), 19' s.t. Faragò (C), 51' s.t. Sau (C)

Espulsi: 46' s.t. Maran (C) per proteste, 47' s.t. Ceppitelli (C), 47' s.t. Srna (C)