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Quando una storia inizia storta difficilmente può finire dritta. E l’avventura tra Patrik Schick e la Roma sta vivendo un nuovo capitolo di crisi. Non dovuta stavolta alle prestazioni dell’attaccante, che rappresenta il maggior investimento della storia della Roma americana (42 milioni), ma alla voglia del Lipsia di ottenere un forte sconto sul riscatto pattuito un anno fa. Schick come detto grava sulle casse della Roma e non ha alcuna voglia di tornare nella capitale dove ha avuto più di un problema d’ambientamento. Lo stesso Paulo Fonseca non è intenzionato a puntare su di lui al posto di Edin Dzeko. Così la strada della cessione diventa obbligatoria.

SCONTRO - Il tira e molla del Lipsia va avanti da settimane. Ieri il tecnico Nagelsmann ha dichiarato: «Abbiamo un budget rigoroso, e anche se dovessimo andare in Champions non credo che potremo riscattare Schick». Chiusura totale? No, perché l’allenatore tedesco è contento del rendimento del ceco (9 gol) e sa che lo stesso Schick vuole a tutti i costi restare in Bundesliga. Una strategia per provare a far abbassare il prezzo alla Roma. L’accordo iniziale prevedeva il prestito a 3,5 milioni più il diritto di riscatto a 29 in caso di qualificazione in Champions League per un totale di 32,5 milioni utili a non ottenere una minusvalenza. Ora il Lipsia prova a tirare la corda e intende mettere sul piatto 20 milioni forte della volontà del calciatore di non voler tornare alla Roma. Ma i giallorossi hanno un piano di uscita. Franco Baldini, infatti, sta offrendo il cartellino di Patrik in Premier League dove c’è qualche estimatore: dall’Everton di Ancelotti al Tottenham. Disposte a spendere 30 milioni? Difficile. E allora la Roma sarà costretta a rivedere il prezzo anche perché, visto il bilancio da profondo rosso, non può permettersi di mancare un incasso da oltre 20 milioni.