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​Caldirola è il simbolo della resistenza beneventana: salva sulla linea il pallone di Pellegrini in pieno recupero prima che Pairetto fischi un rigore in favore della Roma poi revocato dal Var, che scova un fuorigioco dello stesso PellegriniInzaghi è stato appena espulso: non ha retto l’emozione per quell’assedio subito in dieci contro undici. 

La Roma che aveva cinque attaccanti insieme, compreso El Shaarawy al debutto, non è riuscita a conquistare il fortino del Benevento, la prima squadra della bassa classifica che la Roma non riesce a battere. Prima o poi doveva succedere. Ci sono giorni in cui  il pallone non entra.

Fonseca deve inventarsi una difesa rasa al suolo da infortuni muscolari. Sono indisponibili Ibanez, Smalling, Kumbulla, Santon e anche Cristante, che aveva dovuto adattarsi a un ruolo non suo. Non volendo mettere in dubbio la difesa a tre, Spinazzola fa il terzo a sinistra sostituito da Bruno Peres sulla fascia. Al centro sinistra insieme a Mancini, unico superstite della maledizione, si rivede Fazio, che ormai sembra un reduce, già ammonito dopo un quarto d’ora da film horror mentre Pellegrini si riprende la fascia di capitano togliendo il posto a Pedro.

Nel rispetto delle nuove gerarchie Dzeko parte dalla panchina: il titolare del ruolo diventa Borja Maioral che si è guadagnato la fiducia a suon di gol.  Pippo Inzaghi non rinnega la difesa a tre anche se il Benevento ha incassato 42 gol, francamente troppi. Lapadula è l’unica punta con Caprari che gioca a tutto campo, disposto a pagare di tasca sua pur di segnare un gol alla Roma, che non ha creduto in lui lasciandolo emigrare.Come Barba, altro prodotto del vivaio di Trigoria promosso titolare nell’occasione.

Due linee molto compatte con il cattivissimo Glik, sempre più somigliante al Gert Frobe di Goldfinger, a sostenere la diga che la Roma ha faticato ad aggirare. In tutto il primo tempo solo un sinistro di Pellegrini ha impensierito Montipo. Un dato statistico relativo alla prima parte del match è davvero illuminante: 439 palloni giocati dalla Roma, ma solo 7 nell’area del Benevento.

L’espulsione di Goldfinger per un’entrata durissima su Mkhitaryan dopo un’ora di gioco ha condizionato partita e scelte tecniche. Fonseca ha spedito nella mischia Dzeko senza escludere Borja: un inedito con l’uscita di Veretout. Fonseca ha deciso di mescolare le carte. Fuori Fazio per l’altro reduce Jesus, e soprattutto fuori Karsdorp per fare posto a Pedro, riportare Bruno Peres a destra e ripristinare la corsia sinistra per Spinazzola. 

Diventa un assedio che trasforma i giocatori del Benevento in tanti piccoli eroi. Onore a Pippo che ha saputo dare un’anima a una squadra senza grande qualità ma degna di conquistare la salvezza con largo anticipo.



IL TABELLINO

Benevento-Roma 0-0

Benevento (4-3-2-1): Montipò; Depaoli, Glik, Barba, Foulon; Hetemaj (77' Tello), Schiattarella, Viola (59' Caldirola); Ionita, Caprari (67' Insigne); Lapadula (77' Moncini). All. Inzaghi

Roma (3-4-2-1): Pau Lopez; Fazio (71' Juan Jesus), Mancini, Spinazzola; Karsdorp (72' Pedro), Villar, Veretout (58' Dzeko), Bruno Peres; Pellegrini, Mkhitaryan (81' El Shaarawy); Borja Mayoral. All. Fonseca

Arbitro: Pairetto di Nichelino

Espulsi: 58' Glik per doppia ammonizione, 94' Inzaghi (B)

Ammoniti: 14' Schiattarella (B), 19' Fazio (R), 46' Glik (B), 85' Montipò (B)