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Il rinnovo è automatico è scattato da tempo e la Roma di fatto ha quindi già messo la firma. E ce l'avrebbe messa comunque visto l'alto rendimento di Mkhitaryan in questa stagione. Proprio l'armeno però non ha ancora preso la penna in mano per esercitare l'opzione di estensione di un anno che impedirebbe alla Roma di perderlo a giugno a parametro zero. Miki continua a rassicurare il club: nella capitale sia lui che la famiglia si trovano bene e il ruolo di leader lo convince parecchio soprattutto con la possibilità tra un anno di giocare di nuovo in Champions.

LE MOSSE DI MINO -  E allora? E allora c'è Mino Raiola, l'agente dell'armeno, che ha deciso di aspettare e che la scorsa estate stabilì i parametri del rinnovo automatico: venticinque presenze e un minimo di quindici tra gol e assist che, oltretutto, gli hanno garantito un guadagno di mezzo milione per un totale di 3,5 milioni a stagione.  Un modo furbo  per invogliare il calciatore ma pure per mettere poi alle strette il club. Il procuratore con residenza nel Principato di Monaco, visto il prezzo a costo zero e il rendimento del suo assistito sta ascoltando altre offerte, magari con ingaggio superiore e di conseguenza commissioni più alte. Raiola vuole inoltre sbloccare anche il debito di quindici milioni per il cash ai procuratori che la stessa Roma ha ammesso di avere. E tra quei quindici molti sono di Mino. Senza contare che da qualche settimana il portiere Silvestri (che piace alla Roma) è finito nella sua scuderia. E che quindi si potrebbe fare un doppio affare che convenga a tutti. Insomma i nodi sono tanti ma Tiago Pinto conta di scioglierli a breve anche grazie alla spinta di Mkhitaryan che non vorrebbe rifare le valigie.  
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