Un uomo solo, che non sa cosa fare del suo futuro. E' la descrizione di Ramon Rodriguez Verdejo, meglio conosciuto come Monchi, oggi direttore sportivo della Roma, domani chissà. Anche lui è diventato vittima di una piazza esigente e amorale come quella romana, anche lui, come era successo ai suoi predecessori, è finito nel mirino della tifoseria romanista, che lo considera uno dei colpevoli della stagione altalenante della Roma. L'ex Siviglia è finito sul banco degli imputati, principalmente per due ragioni. La campagna acquisti sbagliata, con troppi giocatori sopravvalutati, e la difesa ostinata di Di Francesco, che in molti avrebbero voluto fuori dalla porta dopo la pesante sconfitta in Coppa Italia contro la Fiorentina. 

SE NE VA? - Domenica sera Monchi ha scelto di vivere gli ultimi minuti della sfida contro il Milan da solo, lontano dal suo posto in tribuna autorità, davanti a una tv, nell'area dello stadio riservata a dirigenti e ospiti. Da solo, insieme ai suoi pensieri. Che lo accompagneranno fino a fine stagione. Quando sarà tempo di bilanci, per la Roma, per la quale la qualificazione in Champions League è prioritaria, e per lui. La fuga, magari verso l'Inghilterra, dove piace a Manchester United e Arsenal, è un pensiero costante. Roma gli piace ma non è il posto migliore per lavorare, soprattutto se chiede tempo. Sopratttutto se manca la fiducia.