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Se Marco Borriello - secondo Walter Sabatini - era un problema, Stefano Okaka comincia a essere un problemino. Intanto, per tutti e due il ds ha fatto il mea culpa: su Marco ha poi chiarito che non era un peso per nessuno e che la Roma se lo sarebbe tenuto stretto; per Stefano invece s’è scusato pubblicamente per non averlo mandato in ritiro con la prima squadra.
Okaka ha ancora un anno di contratto e si trova nella stessa situazione in cui stava Cerci nella passata estate. Ovvero: la Roma sta proponendo un rinnovo al calciatore italo nigeriano ma lui non accetta e vorrebbe cederlo. Le cifre non convincono l’attaccante e il suo entourage, forti delle richieste che stanno arrivando. La società giallorossa allora è disposta a privarsene, in cambio di quattro milioni di euro (Cerci fu venduto alla Fiorentina più o meno per la stessa cifra), ma nessuno è attualmente disposto ad acquistarlo, proprio perché tutti vorrebbero prenderlo gratis tra qualche mese. Un braccio di ferro normale, non siamo ai ferri corti. Ma la situazione è questa, molto chiara.
Stefano in questo periodo si sta allenando con professionalità, sta provando a mettersi in mostra agli occhi di Luis Enrique ma sa perfettamente che il suo futuro alla Roma rischia di compromettersi con il passare dei giorni o, se non dovesse sbloccarsi a breve la situazione, dei mesi. A gennaio si ripresenterà il problema. E Okaka potrà dire sì a chi vuole, sapendo che a giugno il suo trasferimento gratis sarà automatico. Un po’ quello che è successo a Mexes. A meno che la Roma in quel periodo non sarà disposta ad accettare anche meno di quattro milioni per il trasferimento dell’attaccante con sei mesi di anticipo.