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Tre giorni fa, con il comunicato sul sito della Roma, aveva spaccato i tifosi. Ieri James Pallotta, con l’intervista a La Gazzetta dello Sport, li ha quasi del tutto riuniti. Almeno stando a quanto si diceva nelle radio e si scriveva sui socal network. Alcuni hanno continuato a criticare il presidente ('orgogliosi di Totti, non di te', twittava un utente sull’account ufficiale della radio del club), molti altri invece hanno ritenuto che 'in due pagine Pallotta abbia chiarito meglio il pensiero'. 

Per Ubaldo Righetti 'le parole del presidente hanno indicato una strada, ha detto di voltare pagina, non di essere passivi', ed è questo il messaggio che la Roma sta cercando di far passare tra i suoi tifosi. La sosta per le nazionali, dicono a Trigoria, non aiuta perché se ci fossero state già due partite — una di Champions giocata e una di campionato da giocare — sarebbe stato più semplice ripartire.  Vero, ma è vero anche che sarebbe stato più semplice se, e questo lo dicono i tifosi, la Roma in passato «non avesse subito già episodi del genere. 
'Pallotta parla bene, è stato un signore, ma dovrebbe capire quello che abbiamo passato noi', il commento su Facebook, sempre sull’account ufficiale del club, di un utente che ha come foto del profilo uno dei tanti fotomontaggi dedicati alla partita di domenica. C’è il bagnoschiuma Vidal per terra e accanto l’arbitro Rocchi che fischia il rigore. Tanto per ribadire, se ce ne fosse ancora bisogno, che i tifosi della Roma non dimenticano quanto successo, nonostante le spiegazioni di Pallotta. E che quelle sconfitte che il presidente ha detto di voler accettare sono state archiviate soltanto fino alla gara di ritorno del primo marzo. Dove, tra l’altro, i tifosi sono pronti a riempire di fischi Pavel Nedved. Perché i rigori concessi da Rocchi possono anche essere dimenticati, ma 'quello che ha detto su Totti no'. Pallotta non ha risposto al consigliere della Juve, i suoi tifosi non vedono l’ora di farlo.