Nella Roma che ride in Champions c’è un sorriso congelato. E’ quello di Patrik Schick, rimasto a ghiacciare in panchina per 90 minuti nonostante l’evidente stato di stanchezza di Dzeko. Per l’attaccante ceco si tratta già della dodicesima esclusione stagionale. Sono appena 273 i minuti disputati da mister 42 milioni in quello che doveva essere l’anno della rinascita dopo la sciagurata stagione scorsa in cui Schick ha segnato 2 gol in 25 apparizioni, di cui solo dieci dal primo minuto. 

SCENARI - Problema di testa, probabilmente. Perché la tecnica di Schick è indiscutibile. Ma forse pure problema di ruolo visto che la presenza ingombrante di Dzeko lo ha relegato spesso a giocare da esterno, in una posizione che poco ama. Va detto però che le poche chance concesse da Di Francesco non sono state sfruttate dal ceco. Così Eusebio preferisce spremere Dzeko (il giocatore di movimento più utilizzato) anziché affidarsi a Patrik. E’ accaduto in campionato, accade in Champions. E difficilmente le cose cambieranno. Così Monchi, che entro il 2020 dovrà versare l’ultima rata da 20 milioni alla Sampdoria, per non deprezzarlo sta pensando seriamente di cederlo in prestito a gennaio in un mercato che potrebbe rivoluzionare la panchina romanista (intesa come giocatori). Possibilmente in Italia dove interessa a Bologna, Parma e Udinese. Ci sono però anche piste estere come Valladolid e Crystal Palace. 

CHANCHE CON LA SAMP? - Tuttavia contro la Sampdoria domenica alle 15 Schick potrebbe avere la possibilità di giocare da punta centrale dal primo minuto. Di Francesco, infatti, nel post partita col Cska ha ammesso di dover effettuare dei cambi viste le tante gare giocate. Il ceco potrebbe essere affiancato da El Shaarawy e Under e cercare contro la sua ex squadra il primo gol in campionato. Una rete che manca dal 21 aprile scorso contro la Spal. Con la Samp potrebbe tornare dal 1’ pure Pastore che ieri è finito in tribuna a Mosca.