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La storia si ripete. Ah, Chicharito, con quel soprannome che tradotto in italiano si presterebbe a mille ironie e che era entrato a memoria nella testa di Sir Alex Ferguson quando aveva voluto quel ragazzino messicano nel suo Manchester United a tutti i costi. Javier Hernandez, Chicharito per tutti, ormai di anni ne compirà 27 tra un paio di mesi e a Old Trafford non tornerà più. Anzi. Eppure, la strada dell'Italia l'ha incrociata più volte: ci ha pensato velatamente l'Inter senza mai affondare nel giro degli ultimi due anni. E in questi giorni in Inghilterra si parla ancora di Juventus nel futuro di Hernandez, lui che oggi è al Real Madrid in prestito eppure della Juve lo è già stato per davvero. Ma solo per 48 ore. 

JUVE, ANZI REAL - Storia dell'estate scorsa, fine agosto. Beppe Marotta e Fabio Paratici si rendono conto che non ci sono margini per l'operazione Falcao, sondano il mercato europeo alla caccia di una soluzione per Max Allegri e l'idea Chicharito arriva proprio da Manchester. La Juve lo valuta, ci pensa, gradisce. E via alle operazioni: Hernandez bianconero in prestito con diritto di riscatto, c'è il sì dello United, tutto pronto per chiudere l'affare intorno al 28 agosto. Quando nel pieno pomeriggio del giorno 30 arriva una telefonata al messicano, ormai pronto a fare le valigie per l'Italia per firmare i contratti e sostenere le visite mediche. Lo chiama il Real Madrid, ad Ancelotti serve una punta di riserva e l'appeal in Messico del Chicharito è un'arma in più per il merchandising del Real. Che convince in fretta il ragazzo, gli fa cambiare idea e strappa il prestito al Manchester United con un diritto di riscatto fissato a 22 milioni di euro, una cifra astronomica. 

QUELLA MAIL... PRO-ZAZA - E la Juve? Al direttore sportivo Paratici arriverà una mail nel cuore della notte dal Manchester con cui i rapporti erano più che intensi dalla trattativa Evra nell'estate stessa: sorry, ma la soluzione Real è la più vantaggiosa per tutti. Senza farsi prendere dalla fretta, Paratici e Marotta con Allegri sceglieranno di non investire su altre punte e di credere in Kingsley Coman. Con l'idea di investire su Simone Zaza da giugno anche grazie a quel Chicharito che doveva essere jolly di una nuova Juve che si è trovata uno stipendio pesante in meno e un gioiellino da crescere in più. Puntando i radar su Zaza e tenendogli il posto pronto. Scelta azzeccatissima, perché Hernandez al Real Madrid è stato un fantasma. "La situazione è frustrante", ha fatto sapere dalla sua prigione d'oro alla casa blanca. Non lo tirerà fuori la Juve, al di là di quanto raccontano in Inghilterra: tra Dybala e Zaza, passando per Berardi e Coman in proiezione futura, i piani bianconeri in attacco sono ben altri. Con buona pace del Chicharito. Ringraziando quella mail... 

Fabrizio Romano