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Ah, la musichetta. In attesa di riascoltarla a San Siro, quando le dolci note della Champions League accarezzano gli stadi d'Europa c'è spesso e volentieri Piero Ausilio in tribuna. Attento e vigile sempre il direttore sportivo dell'Inter, un vero perfezionista nell'attività di scouting supportato dal capo osservatori Mirabelli. Ultima tappa, Barcellona. Missione al Camp Nou per Ausilio, ieri sera in tribuna per un occhio da vicino a Barça-Manchester City: le magie di Messi e i miracoli di Joe Hart, sì, ma soprattutto tanto mercato. Perché la carne al fuoco non manca, da Milner a scadenza di contratto nel prossimo giugno fino al pallino del Mancio, Yaya Touré. 

Eppure, il vero nome sottolineato in rosso sulla lista dell'Inter in campo non c'era. E neanche in panchina. Stevan Jovetic è fuori dalla lista Champions del Manchester City ormai dalla fine del gennaio scorso, posto occupato da Wilfried Bony e rottura totale con Manuel Pellegrini. Insomma, JoJo è in naftalina, non segna da Capodanno e sente arrivato al capolinea il suo ciclo a Manchester. Non ha bisogno di vederlo da vicino Ausilio, chi è Jovetic all'Inter lo sanno già benissimo. Anche Roberto Mancini, suo estimatore assoluto, convinto di Stevan come uno di quei profili che possano far svoltare dal prossimo anno, discorso valido anche per Lavezzi. 

La concorrenza non mancherà in estate, chiaro; ma l'Inter le certezze che cercava da Jovetic le ha già. Stevan ha fatto sapere di gradire moltissimo la possibilità di tornare in Italia, direbbe sì al nerazzurro senza dimenticare che c'è anche la Juventus attenta ai suoi movimenti da tempo ma adesso è più concentrata che mai su Paulo Dybala. Per questo Ausilio sta lavorando su JoJo a fari spenti, col sì del giocatore già in tasca grazie anche all'opera di convincimento del Mancio e pronto a far fruttare i suoi ottimi rapporti con i dirigenti internazionali. Anche per questo ha organizzato il blitz al Camp Nou, dove ha incrociato un signore dal nome quasi impronunciabile ma molto, molto importante. 

Si chiama Txiki Begiristain, direttore dell'area tecnica del Manchester City da qualche anno. Un basco di poche parole e tanti fatti che ha fatto grande il Barça nell'era Laporta prima di accettare la sfida in Premier, nella notte europea di ieri ha vissuto il suo derby. Senza JoJo in campo, come detto. Ma non dimentica che per prenderlo dalla Fiorentina sono serviti 26/27 milioni e non c'è particolare voglia di fare una minusvalenza: questo Txiki ha spiegato a Ausilio nella loro chiacchierata, il City tra ammortamenti e idea di base non farà sconti oltre i 18/20 milioni per Jovetic. Sempre che sia Stevan a chiedere la cessione, come ad esempio ha fatto Shaqiri con il Bayern, cosa non ancora avvenuta perché JoJo aspetta di capire se Pellegrini rimarrà il prossimo anno. Intanto tiene il broncio e spera di tornare in Italia. L'Inter il suo primo sondaggio lo ha fatto, gli ottimi rapporti tra Ausilio e Txiki Begiristain potranno essere un fattore in più per una trattativa che dovrà ancora attendere un mese e mezzo (e la decisione dell'Uefa sui conti nerazzurri) per poter entrare nel vivo. Intanto, il direttore ha completato la missione con una cena catalana insieme a Ariedo Braida, nuovo director deportivo del Barça. Saluti tra amici, giurano, niente di più. Nella testa di Ausilio c'è Jovetic. E in sottofondo, la musichetta...

Fabrizio Romano