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Dice che non rimetterà mai più piede in Paraguay. Ronaldinho ha affidato questo sfogo a Fernando Lugo, campione paraguayano di foot-volley che è andato a trovarlo nel piccolo appartamento all'interno della Agrupación Especializada, una struttura di detenzione ubicata appena fuori dalla capitale Asunción. Viene da dire che innanzitutto dovrebbe preoccuparsi di uscirne, dal Paraguay. Ciò che per il momento non pare cosa prossima. Arrestato lo scorso 7 marzo assieme al fratello Roberto de Assis Moreira, il Pallone d'Oro 2005 ha festeggiato da recluso il 40° compleanno. E le cronache raccontano di come egli, nel penitenziario, sia diventato un'attrazione. Lo hanno sistemato in una zona dell'edificio denominata “El Cuádrilatero”, in cui vengono ospitati poliziotti sotto processo, politici accusati di corruzione e narcotrafficanti. Fra loro c'è anche Fernando González Karjallo, incarcerato assieme al padre Ramón González Daher perché accusati di usura e riciclaggio. González Karjallo è anche l'ex presidente dello Sportivo Luqueño, club da cui nell'estate del 2017 transitarono gli uruguayani César Falletti e Felipe Avenatti dopo essersi svincolati dalla Ternana e poche settimane prima di essere ingaggiati dal Bologna. Che ovviamente pagò per avere con sé i due fenomeni. Ovvio che in carcere González Karjallo non abbia perso la passione per il pallone. È stato lui a arruolare Dinho per la gara del campionato interno al penitenziario di cui è stato raccontato dai media. In tale contesto Dinho trascorre le giornate firmando autografi e scattando selfie coi detenuti, intanto che i loro familiari si presentano ai colloqui settimanali indossando maglie delle squadre in cui ha militato l'ex fuoriclasse.

E riceve continue visite come fosse in convalescenza, confortato da amici (l'ultimo in ordine di tempo è stato Kakà) che poi riportano ai media le impressioni ricavate durante l'incontro. È stato così dopo l'incontro con Nelson “Pipino” Cuevas, ex calciatore del River Plate, che ne ha riferito al sito di giornalismo investigativo argentino Infobae, prima di affermare nei giorni successivi che il brasiliano sarebbe caduto in una trappola. E altrettanto ha fatto Fernando Lugo con la testata paraguayana Extra. Che dal canto suo, nel testo che riporta la testimonianza del campione di foot-volley, ha inserito un vaticinio per niente beneaugurante. Lo esprime l'astrologa cubana Monhi Vidente, che afferma di vedere nel futuro dell'ex numero 10 di Barcellona e Milan “una condanna per riciclaggio, falsificazione di documenti e molte altre cose".
Il tempo dirà se l'astrologa cubana avrà azzeccato la previsione. Ma intanto l'ipotesi di riciclaggio pende sul capo dei fratelli Assis Moreira.

È il motivo per cui viaggiano verso il mese intero di detenzione. E mentre i due fratelli giunti dal Brasile sperano di riconquistare la libertà, un altro soggetto di questa vicenda ricca di punti oscuri vaga in piena libertà sottraendosi alle ricerche delle autorità paraguayane. Si tratta della signora Dalia Angelica López Troche, entrata in questa storia come l'impresaria che ha invitato Dinho in Paraguay per un'iniziativa di beneficenza ma trasfigurata giorno dopo giorno in anima nera di una storia che mescola elementi inquietanti con elementi grotteschi.

Nei suoi termini generali la vicenda è nota. I due fratelli atterrano il 5 marzo 2020 presso l'aeroporto internazionale “Silvio Pettirossi” di Asunción  e vengono immediatamente fermati perché in possesso di passaporti paraguayani falsi. Di cui fra l'altro non avrebbero necessità. Sulle prime sembra che Ronaldinho e Roberto la scampino perché il pubblico ministero crede alla versione della loro buona fede. Ma quando due giorni dopo si presentano a testimoniare davanti al giudice che dovrebbe convalidare il rilascio, questi ritiene che il caso sia troppo serio e la posizione dei fratelli Assis Moreira tutta da chiarire. Tanto più che la questione non si limita alla faccenda (già di per sé grave) dei passaporti farlocchi, ma piuttosto c'è da decifrare il contesto in cui i due fratelli sono rimasti invischiati. E quel contesto porta alla signora Dalia, una paraguayana di 48 anni dalle attività molteplici e per nulla trasparenti. Dalia López recluta Ronaldinho per un'attività benefica organizzata dalla fondazione Fraternidad Angelical. Il brasiliano dovrebbe promuovere il programma “Saude Movel”, un servizio di assistenza sanitaria gratuita per i bambini delle famiglie povere. Progetto molto pubblicizzato nei giorni precedenti, sotto la spinta di una donna che sembra avere la capacità d'inserirsi e farsi notare in ogni contesto. Adesso che è cambiato il verso della pubblica narrazione su di lei, emergono aneddoti grotteschi. Per esempio in occasione di un evento benefico organizzato a Ñeembucú, tenuto a settembre 2019, al quale partecipa anche il presidente della repubblica paraguayana, Mario Abdo. In quella circostanza miss Dalia, che viene data vicina al Partido Colorado del presidente, sbarca dall'elicottero e monopolizza l'evento con presenza debordante.
Adesso lo stesso presidente Abdo si dice dispiaciuto. Sia per quello che è successo a Ronaldinho sia perché i suoi figli, contrariamente ai detenuti di El Cuadrilátero, non possono farsi un selfie con l'ex fuoriclasse. Soprattutto, il capo di stato paraguayano precisa di non aver mai conosciuto la signora Dalia Angelica López Troche. E sembra davvero che tutto quanto venga fuori dalle pagine di un libro di Osvaldo Soriano. Tanto più che Miss Dalia provoca in tutti le stesse reazioni: chi dice di non averla mai conosciuta, e chi invece non può negarlo e allora sostiene di non aver capito cosa esattamente facesse nella vita. Chi invece non manifesta sorpresa sono gli inquirenti. Dopo l'esplosione della vicenda giudiziaria giunge la revoca di personalità giuridica per la Fraternidad Angelical. E a quel punto la polizia e il pubblico ministero vorrebbero farsi una chiacchierata con la signora Dalia. Che però sparisce. Un'indiscrezione pubblicata dal quotidiano la dà in Brasile, e ciò per i due fratelli brasiliani al gabbio in Paraguay sarebbe beffa al cubo. Ma intanto che la signora se ne sta in latitanza scattano le perquisizioni presso gli stabili di sua proprietà. La polizia setaccia la mansion che è anche sede della fondazione, e lì trova, fra le altre cose, una quantità di palloni (fra 4.000 e 6.000) con impresso il volto di Ronaldinho, da distribuire durante la campagna di solidarietà. Quindi viene perquisita la sede della Permanent Oriental Holding, una società che ufficialmente si occupa di logistica specializzata nel trasporto aereo di merci. Riguardo a quest'ultima va segnalato che i cronisti del quotidiano ABC Color si recano all'indirizzo in cui risulterebbe ubicata la fondazione.

Trovano un edificio vuoto, con un cartello affisso alla parete esterna: “SE ALQUILA” (“AFFITTASI”). E la gente del posto dichiara di non saper nulla di un'impresa che opera nel settore del trasporto aereo di merci. La Oriental Holding è una società di cui Miss Dalia è socia assieme a Luís Alberto Gauto, che è in aeroporto a accogliere Ronaldinho quando l'ex campione viene fermato alla dogana. Ora viene fuori che tanto lui quanto Dalia López siano da tempo nel mirino dell'antiriciclaggio paraguayano. Il caso dei passaporti falsi affibbiati ai fratelli Assis Moreira e all'impresario brasiliano Wilmondes Sousa Lira (anche lui agli arresti, al pari dei dipendenti pubblici che hanno fabbricato i documenti) ha evidentemente fatto precipitare il corso delle indagini su questa connection dalle ramificazioni non svelate.

In tutto ciò, Ronaldinho e Roberto avranno capito in quale casino sono andati a cacciarsi? E soprattutto, sono davvero ingenui fino a questo punto? Sarà a causa di questo secondo interrogativo che i giudici continuano a negare un regime alternativo alla detenzione. L'ex numero 10 viene descritto in fase di scadimento psicologico, ma intanto continua a fare vita attiva in carcere. Notizie diffuse nella giornata di domenica 29 marzo lo davano impegnato in una partita di Piki Voley, una variante paraguayana del Foot Volley. Per la legge del Paraguay il reato di cui è accusato può giustificare la carcerazione preventiva fino a 6 mesi. Se va avanti così, uscirà dal Cuadrilátero in condizioni fisiche da poter tornare all'attività agonistica.
@pippoevai