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Quello del Milan è stato un precampionato vecchio stile, come si usava fino ai primi anni 80. Nessuna trasvolata oceanica, nessun avversario fortissimo, tanti buoni test più o meno probanti, con un paio di squadre di rango a livello europeo. La sensazione trasmessa in generale da tutte queste partite è quella di una squadra in salute. Di testa prima ancora che di gambe.

Se è vero che molti tifosi durante l’estate hanno presto abbandonato l’euforia del 19esimo scudetto, sopraffatti dallo stress per il contratto di Maldini che non arrivava mai e dall’ansia per il grande colpo di mercato, è altrettanto vero che l’entusiasmo post trionfo è rimasto totalmente intatto nel gruppo-squadra. Lo si percepisce da come il Milan ha affrontato questo precampionato e dalla palpabile voglia di giocare per i tre punti che trasuda da tutti i giocatori. Soprattutto da coloro che, per un motivo o per l’altro, non hanno convinto al 100% nella passata stagione. E quando scrivo questo penso per esempio ad Ante Rebic, che si ripresenta in grande spolvero ai nastri di partenza.
Così a occhio nudo, il Milan sembra la più in forma tra le squadre di alta classifica, con il vantaggio non da poco di giocare praticamente a memoria. Questa risorsa va sfruttata soprattutto in questa fase iniziale, quando gli avversari potrebbero attraversare un comprensibile periodo di assemblaggio e assestamento. Mi riferisco soprattutto alla Juventus e alla Roma. Ma anche al Napoli. La sensazione che il Milan possa partire subito forte dalla gara contro l’Udinese c’è. Poi ovviamente sarà il campo a parlare. Di certo lo stop di Tonali e la distorsione di Messias non sono una buona premessa, unite all’indisponibilità di Origi. Ma Pioli nelle ultime due stagioni ha insegnato a tutti che non bisogna fermarsi davanti alle assenze e che il gruppo deve essere in grado di sopperire a qualsiasi defezione. Accade adesso che siamo all’inizio, ma a maggior ragione succederà nel cuore di una stagione intensa e stressante come non mai.

Assodato dunque che la squadra campione d’Italia ricomincia il campionato con una carica e un entusiasmo invidiabili, rileviamo che grazie al colpo De Ketelaere anche i tifosi hanno già ritrovato il sorriso e la gioia del 23 maggio dopo un’estate all’insegna dell’ansia. Il trequartista belga dunque un risultato l’ha già prodotto. E a chi diceva che le lungaggini per il suo arrivo ne avrebbero complicato l’inserimento o, peggio ancora, lo avrebbero sovraccaricato di aspettative, rispondiamo che proprio grazie a questa trattativa lunga e sofferta il giocatore è stato accolto e apprezzato ancora di più dalla tifoseria. Se fosse stato annunciato al volo e se non ci fosse stata una strategia di avvicinamento così elaborata sarebbe stato vissuto come un acquisto qualsiasi. E invece no. Ha cominciato da “enfant prodige” la sua avventura in rossonero. E il suo arrivo ha caricato a molla la tifoseria, come quando arrivavano campioni affermati come Ronaldinho o Ibrahimovic.