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È difficile, raro e improbabile che i grandi club europei perdano i giocatori a parametro zero. A meno che non si tratti di campioni a fine carriera con ingaggi stratosferici, non commisurati più alle loro prestazioni. Questo dice la storia del calciomercato degli ultimi 10 anni. Ovvio, parliamo del trend e sappiamo che ci sarà già pronto l’elenco dei commenti (sempre numerosissimi e di questo vi ringrazio) contenente tutte le eccezioni. Una ve la faccio già io, Alaba. Il Bayern lo perde a zero, ma dopo un’intera carriera in cui lo ha spremuto in tutti i ruoli e i bavaresi hanno scelto di non accettare una corsa al rialzo imposta dai 13 milioni netti che gli offriva il Real. Ma il trend europeo è esattamente l’opposto. E lo ha dimostrato il Chelsea che non fa sconti a nessuno e non molla a zero neanche giocatori ultra trentenni come Giroud e Thiago. A costo di inventarsi gli stratagemmi dei rinnovi retrodatati.

Lo stesso Chelsea che non sconta nemmeno un centesimo di sterlina al Milan per il riscatto di Tomori. In questo senso il Milan, dati alla mano, sta vivendo una gestione finanziaria diversa, in totale controtendenza. Questo non significa che un modo sia giusto e l’altro sbagliato. Ma bisogna prenderne atto. Magari, e ce lo auguriamo, la filosofia di mandare in scadenza o vicino alla scadenza i propri calciatori, anche quelli forti, giovani e con contratti di entità contenute, si rivelerà nel medio periodo una filosofia vincente. Sicuramente consente di controllare il famoso “monte ingaggi”. Ma a un certo punto poi i giocatori bisogna comprarli, altrimenti il valore patrimoniale della rosa va a “zero”. E per evitarlo di soldi se ne spendono per i cartellini. E pure tanti.

Non a caso in questi primissimi giorni di mercato Maldini è stato costretto a sborsare una somma vicina ai 43 milioni per acquistare un portiere e riscattare un difensore centrale. 43 milioni. E non si sta parlando ancora del centravanti e del trequartista, ruoli che sicuramente richiedono esborsi più ingenti. Ma di questo sicuramente avremo occasione di scrivere per tutta l’estate.
Oggi concentriamoci invece su un altro tema scottante, anzi rovente, cioè Franck Kessie. La situazione di Kessie fotografata ad oggi, cioè giugno 2021, è terribilmente somigliante a quella di Donnarumma un anno fa. C’è un giocatore reduce da un’annata eccezionale, che ha fortemente accresciuto l’interesse nei suoi confronti a livello internazionale e che giustifica le sue pretese di consistente aumento di ingaggio. Con un piccolo, fastidioso particolare, quello che lo avvicina al Donnarumma di un anno fa, cioè che va in scadenza di contratto il 30 giugno 2022. Ciò significa che dal 1 febbraio 2022 può firmare con qualsiasi altro club del mondo, a qualsiasi cifra. Ergo, se il Milan intende puntare su Kessié per il futuro e mantenere il controllo del suo cartellino, è assolutamente irrinunciabile rinnovargli il contratto all’interno della presente sessione di mercato, cioè fino al 31 agosto 2021. In caso contrario è meglio cederlo, in modo da monetizzare il più possibile dalla sua cessione. Sempre ammesso che lui e il suo procuratore accettino il trasferimento, avendo una scadenza contrattuale così prossima e un potenziale di crescita di ingaggio cosi ingente. Insomma a tutti gli effetti una situazione simile a quella di Donnarumma. Eppure qui non c’è di mezzo Raiola. Eppure i tifosi invocano a gran voce l’assegnazione della fascia proprio a Kessie.

Ma come? Donnarumma capitano è stato un traditore e invece a Kessie diamo la fascia con un contratto di solo un anno? Oltretutto ci risulta che il dialogo per il rinnovo con il Milan sia stato bruscamente interrotto qualche mese fa. Esattamente come accaduto con Raiola e Donnarumma. Come potete vedere, le analogie sono tante. Ci auguriamo che l’epilogo sia diverso. Ma, allo stato attuale della situazione, le premesse perché Kessie si riveli un Donnarumma-bis ci sono tutte.

Dopodiché se, come scritto prima, portare i giocatori in scadenza o vicini alla scadenza costituisce la nuova strategia finanziaria del club e se questa strategia si rivelerà vincente dal punto di vista economico, saremo i primi a riconoscerlo. Per il momento registriamo la differenza rispetto al resto delle grandi società in Europa e, da parte nostra e da milanisti, ci auguriamo che Kessie rinnovi il prima possibile. Ma bisogna convincere lui e chi lo rappresenta. A suon di milioni. Gli stessi che volevano Raiola e Donnarumma.