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Leao segna portandosela avanti di testa come Kaká a Manchester e Theo fa un gol “totale” come quelli di Weah e Shevchenko. Il tutto nella partita più importante dell’anno, nell’ultima in casa, davanti a 80.000 milanisti scatenati. Questo Milan-Atalanta aveva e ha tutta l’aria di essere la partita dello “scudetto”. Non a caso ieri molti tifosi rossoneri hanno atteso l’esito della partita di Cagliari nella speranza di festeggiare un 19esimo tricolore atteso per 10 lunghissimi anni di sofferenza. E invece l’Inter non ha subito il contraccolpo psicologico della vittoria rossonera nel pomeriggio e ha tenuto vivo il campionato fino all’ultimissima giornata. La squadra di Pioli ha 7 giorni per metabolizzare al meglio il fatto di dover compiere ancora l’ultimo sforzo per vincere questo stupendo campionato. I rossoneri hanno tutto per non vanificare l’impresa, compreso il vantaggio di poter contare su due risultati utili a Reggio Emilia.

Questo non significa che si possano fare calcoli perché andare in campo al Mapei Stadium pensando di poter portare a casa facilmente un pareggio vorrebbe dire rischiare seriamente di perdere e farsi superare dall’Inter in extremis. Anche contro l’Atalanta la squadra di Pioli ha dimostrato di non sentir tremare le gambe nei momenti decisivi, nonostante siano in pochissimi a essere avvezzi a questo tipo di partite con in palio punti pesantissimi. Purtroppo contro il Sassuolo la partita non sarà una formalità, come ci si augurava dopo il gol meraviglioso di Theo Hernandez. È vero che gli emiliani non hanno molto più da chiedere a questo campionato, ma sono una squadra tecnicamente molto dotata, forse pure più del Milan, che può giocare con leggerezza l’ultima gara casalinga dell’ennesimo ottimo campionato. Sanno che avranno gli occhi di tutta Italia puntati e sanno che battendo il Milan entrerebbero nella storia. Aggiungiamoci che spesso e volentieri nell’ultimo decennio il Sassuolo ha dato grossi dispiaceri al Milan.
Tutto questo per dire che purtroppo non sarà una passeggiata ed è importante che da oggi in poi nello spogliatoio rossonero bisognerà eliminare del tutto quella sensazione di aver già vinto il campionato che permeava l’aria di S. Siro dopo la vittoria sull’Atalanta. Ancora una volta dovranno essere bravissimi Maldini, Pioli e il solito Ibra. Dovranno essere bravi a far capire a questi ragazzi che sono a 90 minuti dall’appuntamento con la storia e che se non faranno risultato a Reggio Emilia poi la storia non si ricorderà di questo campionato eccezionale. Oltretutto dopo aver chiuso un cerchio battendo l’Atalanta contro la quale la squadra di Pioli aveva toccato il punto più basso due anni e mezzo fa, c’è la possibilità di chiuderne un altro al Mapei Stadium.

La sconfitta contro i neroverdi del gennaio 2014 costò la panchina ad Allegri e sancì la supremazia dirigenziale di Barbara su Galliani e vanificò tutti i tentativi di mantenere unito il Milan. Da lì in poi il club rossonero cambiò gli allenatori con la rapidità dei calzini. Sarebbe bello e simbolico che proprio in casa del Sassuolo si chiudesse quel cerchio e si legittimasse la solidità di questa gestione sportiva che ha dato coesione e forza alla panchina di Pioli. Vedere Galliani in tribuna cantare “Pioli is on fire” nel dopopartita ed vederlo abbracciare Maldini nel pregara ha un significato. Certi amori non finiscono e speriamo davvero che a Reggio Emilia si chiuda uno di quei grandi, bellissimi giri.