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    Sabatini a CM: ‘Il traditore seriale Lukaku non rafforza la Juve ma indebolisce l’Inter’

    Sabatini a CM: ‘Il traditore seriale Lukaku non rafforza la Juve ma indebolisce l’Inter’

    • Sandro Sabatini
      Sandro Sabatini
    C’è stata la notte dello sconcerto quando l’Inter ha verificato che Lukaku non rispondeva più al telefono. C’è stato il giorno della rabbia, quando è stato verificato l’accordo con la Juventus, seppur vincolato al trasferimento di Vlahovic. C’è il giorno della consapevolezza calcistica e tecnica, oggi. La consapevolezza che forse la Juve non si è rinforzata, ma sicuramente l’Inter si è indebolita. Al di là delle opinioni figlie del tifo, in qualunque sua versione, l’evidenza tecnica è questa.



    Si tratta comunque di una vicenda controversa e frammentata, quella di Lukaku traditore seriale. Mettiamola in ordine per argomenti, nove per la precisione, come il suo numero preferito di maglia (qualunque essa sia). Da uno a nove: calcio, mercato, Chelsea, Inter, Juventus, tradimento, Vlahovic, razzismo e confronto. 

    1. Calcio. Il bilancio tecnico di Romelu Lukaku avrà una fine certa e un verdetto numerico: il totale dei suoi gol mescolati nelle maglie del tricolore più insopportabile per i tifosi, il bianco-nero-azzurro. Da quelli dipenderà il giudizio sulla bontà dell’affare, che oggi è estremamente divisivo nelle parole teoriche, ma senza riferimenti concreti di campo.

    2. Mercato. La Juventus aveva avviato la trattativa molto prima che trapelassero le prime indiscrezioni, che in Italia sono state appoggiate soprattutto (e quasi esclusivamente) da Il Corriere dello Sport diretto da Ivan Zazzaroni. Per tutti gli altri cronisti e appassionati di calciomercato, valeva la parola data all’Inter e raccontata all’Inter: Lukaku sicuro.

    3. Chelsea. A Londra non lo volevano più. E rispetto ai 115 milioni spesi appena due anni fa, si accontentavano di dimenticare l’affare sbagliato archiviandolo con una perdita abbastanza contenuta. Valutazione 40 milioni. Da discutere se cash oppure in comode rate pluriennali.

    4. Inter. Forte delle parole date da Lukaku e ricevute da Marotta&Ausilio, il presidente Zhang ha pensato di “strozzare” il Chelsea chiedendo prima il rinnovo del prestito, poi una valutazione di 30 milioni e infine - troppo tardi - accettando i 40 richiesti. L’Inter era sicura di avere in pugno la volontà del giocatore, tanto da lasciar partire Edin Dzeko per non creare dualismi e musi superflui nello spogliatoio di Inzaghi.

    5. Juventus. Il primo approccio bianconero si può ambientare attorno alla data più iconica della stagione, la finale di Champions League. Nessuno ha svelato, con precisione, se poco prima o poco dopo il 10 giugno di Istanbul. La Juve era (è) sicura di pagarsi Lukaku con le cessioni degli esuberi.

    6. Tradimento. Non è la prima volta nella storia di Romelu, né in quella quasi secolare del calciomercato. Il giocatore aveva detto ok all’Inter, facendo eco ai famosi “mai” pronunciati in riferimento a Juventus e Milan in quell’intervista di Sky del dicembre 2021, che scatenò il divorzio dal Chelsea. “Ok Inter, mai un’altra squadra italiana”. Ma poi era calato il silenzio, il telefonino che suonava a vuoto, i messaggini non visualizzati. Insomma, tutti i particolari utili per comporre il mosaico del tradimento.

    7. Vlahovic. Nelle speranze della Juventus, poteva andare al Chelsea. Così l’intera operazione sarebbe stata più semplice. Invece andrà via, sì, ma non proprio di corsa. Lo vogliono in tanti, dicono. Lo piglia uno, pare: il Paris Saint-Germain.

    8. Razzismo. Proprio in quello stadio e sotto quella curva, dove si era consumato il momento più drammatico della stagione, nella semifinale d’andata di Coppa Italia. Quasi un appuntamento micidiale per riscrivere una pagina scabrosa. Eppure il belga deve aver apprezzato l’intervento della Juventus che ha immediatamente individuato e cacciato dallo Stadium quel centinaio di animaleschi urlatori. Un provvedimento così, tempestivo e concreto, potrebbe aver rassicurato, se non addirittura gratificato, l’uomo Romelu Lukaku.

    9 Confronto. Da Vlahovic a Lukaku, magari la Juve perde qualcosa: lo conferma anche la differente valutazione di mercato tra i due. Da Lukaku (e Dzeko) a Thuram (e chissà chi), sicuramente l’Inter perde tantissimo. In sintesi: la Juventus forse non si è rinforzata, ma l’Inter si è indebolita. E questo prescinde da tutte le ricostruzioni, i pensieri e le considerazioni precedenti, elencate dall’1 all’8. E non a caso il punto cruciale alla fine sarà il 9, numero di maglia di Lukaku.

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