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Mbappe è il numero uno del calcio mondiale. E non da oggi. Forse già dal 2017, quando si affacciò potente e prepotente sul palcoscenico internazionale. Sicuramente dal 2018 quando trascinò, lui più di chiunque altro, la Francia al titolo mondiale. E poi ancora nell’ultimo quadriennio, quando pure il Psg si è “limitato” a vincere in casa anziché in Champions. E quando infatti Mbappe ha solo sfiorato il Pallone d’Oro, costretto ad applaudire l’estemporaneo Modric, il meritato Benzema e anche il dualismo Messi-Ronaldo, che è stato trascinato troppo, come fosse una serie tv di successo, poi allungata con ultime stagioni superflue.

Ecco, forse a Mbappe manca un’alternativa. Una sfida. Un motivo di discussione. E’ più forte lui o… Haaland, per esempio? Il dualismo ci sta, ma il francese - è evidente - sembra avere qualcosa (molto) di più sia sotto il profilo tecnico sia nell’armonia di gioco e giocate. I numeri arriveranno a testimoniare che Haaland segna e segnerà forse di più. Ma la quantità di gol va considerata anche in proporzione alla qualità e all’importanza dei gol.
Resta comunque l’impressione che Kylian Mbappe venga trattato più come “fenomeno” economico e commerciale (e perfino politico) anziché calcistico. Proprio perché gli manca un rivale all’altezza, un sano dualismo, una discussione vivace nei bar digitali del web. E’ nettamente il numero 1, ma viene più facile parlare di Messi-Ronaldo e ancora più facile della montagna di soldi che gli sponsor muovono attorno a lui. Così viene definito mister miliardo e tutti quanti fanno “ohhh”! Dimenticando però il calcio di Mbappe: destro, sinistro, testa, acrobazia, scatto, allungo, contatto fisico, potenza, forza… Mille qualità tecniche offuscate da un miliardo di euro. E' giusto?



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