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Ci sentiamo l’estate addosso, come canta Jovanotti. E la ricorderemo per il caldo soffocante. In autunno ci resteranno addosso i droni che sorvolano i campi d’allenamento. Tanti droni, anzi tantissimi, ma sempre meno dei cialtroni che volano sul calciomercato.

Mai vista un’estate di indecisi come questa. Tipo coda in autostrada e corsia da scegliere: a destra che nessuno la fa, quella centrale che non ci si sbaglia oppure a sinistra che si dovrebbe andar più veloce. Alla resa dei conti, e del contachilometri, in esodi e controesodi la differenza è minima. Nelle trattative, no.

Il caso più recente, quello del talentone serbo Milinkovic-Savic (foto da www.lanazione.it), è il più clamoroso. Un Berbatov 2.0. Capisce che il suo club, il Genk, l’ha venduto alla Fiorentina e tenta di farsela piacere, la Viola, malgrado un accordo già pronto con la Lazio. Beffando anche la sua pagina fake su Facebook, si presenta a Firenze la mattina di un sabato dedicato al giro turistico di sede e stadio. Poi arriva il momento della firma, e ci ripensa. Andrà alla Lazio: si sapeva. Ma si sappia che avrebbe fatto meglio a risparmiarsi questa sceneggiata. E Lotito abbia almeno il buon gusto di stornare ai Della Valle il prezzo del volo aereo Belgrado-Firenze.

Magari fra qualche mese Milinkovic-Savic sarà famoso. Adesso non lo conosce quasi nessuno, anche se è centrocampista forte. Fortissimo e giovane. Ha quindi sbagliato per inesperienza? No, perché in questa estate di droni e cialtroni, altri affari già fatti sono poi sfumati. Svaniti nel nulla. Ignorati dopo strette di mano evidentemente sudate e scivolose. Prendete Jackson Martinez, con quell’annuncio su Milan Channel che sul web ha poi zimbellato Galliani. Oppure Salah, con quella carta diventata carta straccia: non aveva torto l’egiziano, non aveva torto la Fiorentina. Ma due torti, comunque vada a finire, non fanno una ragione chiara. Il caso Kondogbia ha poi trasformato un tranquillo sabato di fine giugno in una grottesca trattativa piena di dispetti, procuratori, amici e parenti. E milioni in più, che alla fine hanno accontentato tutti o quasi. E poi Astori, che invece la penna per firmare il contratto con il Napoli l’aveva pronta nel taschino. Ma non era pronto il contratto. E come andrà a finire, chissà. Si sa solo che qualche cialtronata c’è stata, in queste storie allineate e ravvicinate come ombrelloni e sdraio e lettini nell’ultimo week-end di luglio.
Per fortuna, si gioca anche: amichevoli non tanto belle, ma sicuramente istruttive. Non si dica che il calcio d’estate conta poco o nulla, perché invece serve eccome: anche a cambiare strategie e pensieri di calciomercato. Pochi giorni fa Isco era in vendita mentre si allenava con la canottiera del riscaldamento. Poi a fine partita il buon Benitez ha fatto bene ad elogiarlo e ribadirlo nel Real Madrid, per non finire infilzato come un "allena-torero" in plaza de toros y de polemicas.

Poche ore fa nel derby milanese ( seppur "made in China" e di conseguenza fake per formazioni schierate) Bacca e Luiz Adriano hanno sollevato un dubbio da milioni e milioni di euro: davvero al Milan serve Ibrahimovic come primo obiettivo, o piuttosto sarebbe meglio destinare altrove i soldi messi a budget per lo stipendio dello svedese? E sul serio l’Inter va ad accollarsi Felipe Melo, dopo aver visto (e rivisto) Gnoukouri?

Attendiamo risposte dai droni. Quelle dei cialtroni, si spera di averle esaurite.

Sandro Sabatini
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