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Scagli la prima pietra chi non lo scambiò per un pazzo. Era appena divenuto presidente della Sampdoria e Paolo Mantovani pronunciò quella fatidica parolina magica di otto lettere. Sembrava utopia bella e buona per una squadra avvezza a salvezze travagliate e, da qualche tempo, alla Serie B. E invece... Invece, diciannove anni fa, il 19 maggio 1991, lo potemmo gridare forte al cielo: siamo i Campioni d'Italia! A Marassi, Doria-Lecce 3-0: Cerezo-Mannini-Vialli. Il trionfo fu totale e quello Scudetto - la parolina magica di otto lettere -, visto, vinto, vissuto, ce lo cucimmo sul cuore. Fu una vittoria, quella, figlia dell'intuito e della programmazione, architettata stagione dopo stagione; fu una vittoria, quella, di un gruppo splendido e formidabile, sapientemente gestito da un maestro di calcio come Vujadin Boskov. Fu una vittoria, quella, esclusivamente dell'U.C. Sampdoria: celebrarla oggi, in questi euforici giorni di festa, ci rende ancora più orgogliosi.