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La proprietà della Sampdoria sta per passare di mano. Da Massimo Ferrero, che l’aveva ricevuta in regalo dalla famiglia Garrone-Mondini nel giugno 2014, a uno di questi due soggetti.

Il fondo di investimento York Capital
che fa capo a James Dinan (patrimonio personale 1,9 miliardi di dollari Usa), magnate americano già vicinissimo all’acquisto della Sampdoria nell’estate del 2019, in tandem col socio Alex Knaster (attuale proprietario del Pisa calcio). Con loro aveva agito Gianluca Vialli, che tornerebbe ad essere il presidente in pectore del club. L’altro soggetto che contende a Dinan l’acquisizione della Sampdoria non è noto, si parla di un fondo di investimento del Qatar o di un altro fondo Usa. Molto defilato corre un terzo concorrente, forse una cordata italiana guidata dall’ex calciatore e oggi commentatore di Skysport, Billy Costacurta.

I tempi non saranno brevissimi. Il contratto preliminare di cessione dovrebbe essere siglato a giorni, ma il closing è previsto entro il 5 febbraio 2022. La base economica della trattativa si aggira fra i 20 e i 25 milioni di euro cash. Il resto sono i debiti accumulati dalla Sampdoria che ammontano ad un centinaio di milioni di euro, oltre al passivo di gestione previsto a chiusura dell’anno 2021 tra i 40 e i 50 milioni di euro. Una situazione contabile molto delicata che ha bisogno di immediate iniezioni di denaro fresco che soltanto la nuova proprietà sarebbe in grado di garantire. Un ostacolo alla definizione del deal è rappresentato dal fatto che il closing entro il 5 febbraio lascerebbe Ferrero libero di operare sul mercato di gennaio, eventualità che gli acquirenti ovviamente non gradiscono. Dalla società filtra un commento sbalordito: “Di questa vicenda non sappiamo niente”. Se equivale ad una smentita sta nel rituale di storie come questa in cui la discrezione è d’obbligo.

Per l’acquisizione della Sampdoria Dinan potrebbe servirsi della Spac (Special purpose Acquisition Company) denominata Iconic Sport Acquisition fondata lo scorso mese di ottobre da Dinan (che è già nello sport, come comproprietario dei Milwaukee Buck di basket, campioni in carica dell’NBA), da Edward Eisler (proprietario di Eisler Capital, un hedge fund con sede a Londra), da Alexander Knaster (fondatore di Pamplona Capital) e della piattaforma Tifosy, fondata da Vialli e dal socio Fausto Zanetton. La Spac - con sede nelle isole Cayman = fungerebbe da veicolo per l’acquisto del club, che poi sarebbe girato ai nuovi azionisti. Esattamente come sarebbe accaduto con la Calcionvest fondata nel 2019, con sede nel Delaware, allo scopo di accogliere la Sampdoria se fosse andato in porto l’affare fra Dinan-Knaster e Ferrero.

La strada per arrivare alla Sampdoria non è ancora spianata. Interseca infatti la vicenda giudiziaria che riguarda due società della galassia Ferrero, Eleven Finance e Farvem. La prima è proprietaria della catena dei cinema romani, (tra i quali l’Adriano) e di altre sale minori; la seconda dei quasi 200 alloggi di edilizia popolare del quartiere romano di Torrespaccata. La cessione della Sampdoria avverrà attraverso un percorso pilotato sub judice (ovvero condizionato) al soddisfacimento dei creditori dei concordati di Eleven Finance e Farvem, le due società del gruppo Ferrero, gravate da 160 milioni di debiti, ammesse alla procedura concordataria. L’operazione sarà condotta in accordo fra quattro soggetti: il tribunale fallimentare di Roma, i creditori delle due società del gruppo Ferrero, gli acquirenti e i venditori del club blucerchiato. L’ok ai concordati scongiurerebbe il fallimento di EF e Farvem, consentendo al gruppo Ferrero di evitare altre ricadute negativo che altrimenti coinvolgerebbero anche la Sampdoria
Lo schema complesso che tiene assieme quattro diversi soggetti spiega perché il tribunale fallimentare di Roma (giudice Stefano Cardinali) non abbia ancora deciso sull’istanza di revoca del concordato EF presentata da uno dei creditori, la finanziaria svedese Hoist. Che lamenta un credito non onorato di 8 milioni di euro. La decisione è attesa a giorni. Si spiega perché l’adunanza dei creditori di Farvem, inizialmente convocata dal giudice Daniela Cavaliere al 24 novembre, sia slittata al 15 dicembre. Occorre altro tempo per definire la procedura concordataria che terminerà con l’ok dei creditori e la successiva l’omologazione delle due procedure. Dopodiché il trustee Gianluca Vidal (che di fatto esercita i poteri di controllo del club in questa vertenza giudiziale) sarà obbligato a cedere la Sampdoria alle condizioni previste dai concordati e accettate dall’acquirente.

Ho interpellato Vidal sull’intera vicenda e ho ricevuto questa risposta: “Non vi è nulla di vero in quello che le hanno riferito. Non vi è proprio alcun fondamento di verità in questa notizia, ahimé inventata de plano. Se ha un contatto diretto con qualcuno di questi dichiarati offerenti dica pure di chiamarmi. Ad oggi nessuno l’ha fatto ed essendo io il trustee credo dovrei essere la persona da contattare”. Registro e tuttavia osservo che non ho indicato Vidal come referente attivo nella procedura in essere. Non ancora, almeno. Ho invece descritto un’operazione condotta attraverso una proposta formale da parte dei soggetti terzi interessati all’acquisto della Sampdoria, che deve essere valutata sub judice dal tribunale di Roma, nonché dai creditori per salvaguardare i parametri dei concordati, al prezzo della cessione della Sampdoria, evitando così il fallimento delle due società, EF e Farvem.

L’entrata in scena di Vidal sarebbe successiva a questo accordo a tre: tribunale, creditori e acquirenti. Se invece i concordati fossero bocciati la Sampdoria uscirebbe dalla garanzia concordataria e sarebbe invece aggredibile al fine di ricavare il denaro necessario a soddisfare altrimenti i creditori. In altre parole ad oggi la Sampdoria è posta in stand by, in attesa delle deliberazioni del tribunale sull’esistenza dei presupposti per dare il via libera ai concordati e all’approvazione degli stessi da parte creditori. Dio non voglia che questo schema salti perché in quel caso anche la Sampdoria rischierebbe di finire nell’attivo fallimentare di Ef e Farvem e andrebbe all’asta. Fatti salvi gli eventuali profili di carattere penale che potrebbero configurarsi a carico degli amministratori che sono gli stessi delle due società e della Sampdoria: Vanessa e Giorgio Ferrero.

Il meccanismo che condurrà alla stesura di un preliminare di contratto di vendita e quindi al closing (la deadline è fissata al 5 febbraio), ovvero alla vendita vera è propria, si snoderà attraverso l’accordo che dovrà garantire che la cessione della Sampdoria (posta dai concordati a garanzia dei debiti) produca il denaro necessario a soddisfare i creditori di entrambe le società. Ovvero 15 milioni e mezzo di euro da Eleven Finance e 4,5 milioni di euro da Farvem. In totale, 20 milioni. Rimane da definire l’importo dell’ulteriore credito che la finanziaria svedese Hoist afferma di vantare verso EF e che ammonta a 8 milioni di euro. Da fonti qualificate si apprende che l’intesa potrebbe essere raggiunta su una cifra di poco più della metà, ovvero sui 4-5 milioni di euro. In totale dunque la cessione della Sampdoria dovrebbe fruttare fra i 20 e i 25 milioni di euro cash che verrebbero girati al tribunale e quindi ai creditori di EF e Farvem. Evitando così il fallimento delle due società e “liberando” la Sampdoria.