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Maya Yoshida, difensore giapponese della Sampdoria, si racconta a la Gazzetta dello Sport: “Zaccheroni, mio ex allenatore, mi ha insegnato lo stile italiano del calcio. Lo stop per il Covid mi è servito poi per migliorare il mio inserimento qui, l’importante è avere una mentalità aperta. Io voglio sempre provare qualcosa di nuovo, non solo calcio e cibo. Il mio cuore è aperto. Io sono venuto a Genova per giocare a calcio, ma l’obiettivo è quello di apprendere pure la vostra cultura. La vita autentica è quella che va oltre l’elemento-calcio”. 

IL SOGNO - “A dire il vero, ho desiderato tanto giocare in Champions League quando ero più giovane, ma forse ora realisticamente sono un po’ troppo avanti con gli anni per poterci puntare. Sogno un Mondiale, questo è il mio grande obiettivo da capitano della nazionale. E, per farcela, occorre continuare a crescere e a fare bene qui, con la Samp”.