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L'iter per la cessione dello stadio Luigi Ferraris è arrivato nel suo momento cruciale. L'ultimo passaggio sino a questo momento era stato l'incontro andato in scena in estate tra Sampdoria, Genoa e il Comune di Genova, ma la prossima settimana - martedì o mercoledì, leggermente in anticipo rispetto a quanto previsto - verrà pubblicato il bando di vendita dell'impianto, con il prezzo indicato dalle perizie già ribassato del 10%.

Il valore stimato dall'Agenzia del Territorio era stato infatti di 18 milioni, una cifra ritenuta assolutamente fuori mercato da Samp e Genoa, che valutavano la struttura tra i 7 e gli 8 milioni. Il bando sarà da circa 16,4 milioni, con il 10% del valore già scontato dal Comune, e durerà 45 giorni. Probabilmente però la gara andrà deserta: le due società genovesi non hanno intenzione di versare così tanto per Marassi. A quel punto, da Palazzo Tursi potranno prendere in considerazione due alternative: o verrà presentata un'altra gara, con il valore ulteriormente ribassato del 10%, oppure il Comune potrebbe valutare una strada differente, quella della concessione a 99 anni. Servirà prima però un nuovo incontro ancora da programmare tra le parti per ragionare su quello che potrebbe rappresentare l'unico compromesso possibile.
Il sindaco di Genova Bucci aveva sottolineato dopo il summit dello scorso 18 luglio la volontà di "arrivare ad una soluzione e alla fine del percorso, pur con tante strade diverse per arrivare alla meta". Eppure i blucerchiati e i rossoblù sono fermi e risoluti nell'idea di non andare oltre ai 7-8 milioni inizialmente previsti. "La cifra di partenza per l'acquisto dello stadio da parte della società deve essere irrisoria" erano state le dichiarazioni di Preziosi, come ricorda l'edizione genovese de La Repubblica. Una volontà che cozza con quanto spiegava qualche tempo fa l’assessore al Bilancio, Pietro Piciocchi: "Dobbiamo tenere conto di due aspetti. Il primo è che il bene ha un prezzo e deve essere valorizzato. Il secondo si riferisce al mercato immobiliare: è crollato, ma dobbiamo assolutamente vendere gli immobili. C’è un piano importante che riguarda diverse proprietà comunali, quindi dobbiamo aprire una riflessione tecnica per capire fino a che punto possiamo spostare questa asticella. Partendo dal presupposto che il prezzo lo fa il mercato, si deve comunque trovare l’equilibrio perché non possiamo vendere lo stadio a un euro".

A causa di questa distanza tra le parti la soluzione più praticabile in questo momento sembra quella di una concessione, oppure l'inserimento di un "investitore altro". Anche perchè giova ricordare che nel 2010 una delibera della giunta aveva sancito tecnicamente il divieto di ribassare oltre il 20% rispetto al prezzo iniziale a base d'asta.