5
Vorrei celebrare la Sampdoria ritrovata. Vorrei iniziare analizzando la metamorfosi dei blucerchiati, che in soli sette giorni sono passati da squadra timida e tentennante a compagine sicura e quasi strafottente, capace di mettere sotto il Napoli per 90 minuti al Ferraris. Vorrei parlare dell'effetto mistico che ha il pubblico di Marassi sulla formazione di Giampaolo, ve lo giuro, vorrei partire da qui. Lo desidererei ardentemente. Ma prima, perdonatemi, devo necessariamente parlare di quel ragazzino di 35 anni che stacca un metro da terra, in faccia a un certo Koulibaly, accarezza la palla come farebbe un angelo - in un modo che non sono ancora certo di aver compreso completamente - e infila alle spalle di Ospina il più classico dei gol alla Quagliarella. Che poi, 'classico' fa quasi ridere: uno pensa di aver visto tutto, poi ti ritrovi ad ammirare meraviglie del genere e non sai nemmeno cosa dire. La cosa più incredibile, al di là dei gol, dell'età e del tempo che sembra essersi cristallizzato, è che ogni volta pensi che Quaglia non sia in grado di sorprenderti nuovamente. “Figurati se ti tira fuori qualcosa di più bello di un gol da centrocampo, o di una rovesciata”. Serviti. Signore e signori, Fabio Quagliarella. 

Qualche tempo fa, si parlava della 'Pazza Inter'. Questa Sampdoria non sarà totalmente folle, ma comunque ci va molto vicina. Siamo sicuri che quella ammirata ieri sera fosse la stessa squadra che balbettava a Udine? I blucerchiati di Giampaolo schiantano il Napoli, deridono la formazione di Ancelotti ed è inspiegabile il fatto che ci riescano senza neppure soffrire. Sono bastati alcuni semplici accorgimenti tattici al mister: Ekdal al centro della manovra ha portato spessore e intelligenza, Saponara sulla trequarti verticalizza che è un piacere spostando in avanti il metronomo blucerchiato di almeno 40 colpi al minuto, e Tonelli si è amalgamato alla perfezione con Andersen. Al resto poi ci hanno pensato un Defrel finalmente cinico e incisivo, sostenuto da un Quagliarella che... beh, è Quagliarella. Il Doria ha tenuto un ritmo indiavolato per oltre 90 minuti: all'intervallo in tribuna stampa si diceva che la formazione doriana non sarebbe riuscita a proseguire con quell'intensità per tutto il secondo tempo. Pareva davvero impossibile. Serviti.

La notte del Ferraris è stata una delle più belle sotto la gestione Giampaolo. Forse solo il match con la Juve dello scorso anno può reggere il confronto. La Samp rischiava grosso dopo lo scivolone di Udine, e con la sosta alle porte. Serviva la partita perfetta, ed è arrivata puntuale, corroborata da una gestione impeccabile da parte del mister. Se le scelte di Giampaolo avevano fatto discutere – e a ragione – una settimana fa, oggi bisogna ammettere con la stessa onestà intellettuale che l'allenatore blucerchiato non ha sbagliato una virgola. Stupenda la gabbia a destra confezionata su misura per Insigne, piantonato da Bereszynski e all'occorrenza da Barreto, che probabilmente ha un clone nascosto da qualche parte a Bogliasco vista la facilità con cui si sdoppiava sull'attaccante napoletano e sul dirimpettaio Zielinski. Da antologia anche il pressing a tutto campo da parte di Linetty nei confronti di Allan, vero cervello della manovra azzurra. Il tecnico di Bellinzona ha tarpato le (mezz)ali ad Ancelotti, e ha avuto ragione lui.

Ieri sera finalmente siamo tornati a casa con la pancia piena. Per una volta è stato tutto perfetto. Il risultato, la gestione del vantaggio, l'avversario battuto (quanto era che la Samp aspettava una vittoria del genere sul Napoli). Persino i gol sono stati indimenticabili. Il tutto accompagnato dalla maturità del pubblico del Ferraris, che ha fatto quello che ci auguravamo in settimana: ha trasformato un trappolone in una ghiotta occasione per dimostrare maturità. Ci sono stati i soliti sfottò, il grande classico 'vincerete il tricolor', ma nessun coro di quelli che in tanti attendevano al varco. Ad onor del vero, va sottolineata anche la grande compostezza con cui i tifosi ospiti hanno rispettato il minuto di silenzio prima del match. Ci mancherebbe altro, direte voi, e avete ragione ma ultimamente non c'è più nulla di scontato. Sono piccoli gesti, ma hanno contribuito a non rovinare una serata di sport indimenticabile. Questa mattina finalmente mi sono svegliato, e ho pensato che non avrei cambiato nulla della serata vissuta con la Samp. Ed è davvero una sensazione bellissima.