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E' un punto di svolta per la Sampdoria, e Marco Giampaolo lo sa. Fuori dal campo c'è la cessione societaria che tiene banco, mentre al Mugnaini e tra i tifosi si sogna l'Europa e un successo con il Milan. Per la prima volta però sia l'allenatore che la società hanno posto come obiettivo la qualificazione alle Coppe: "Parliamo d'Europa per costruire una mentalità, salire un altro gradino. L'Atalanta ha la mentalità giusta, il Toro è stato costruito per questo obiettivo, la Fiorentina ha qualità" ha spiegato proprio il mister blucerchiato a Il Secolo XIX. "Forse non è la mia Samp più forte, ma la più matura. Abbiamo perso giocatori importanti, però in chi è rimasto si vedono tre anni di lavoro. Resta da scrivere un pezzettino di storia. Il segreto di Quagliarella? Si diverte ancora".

Quando gli si chiede dove sarebbe con Torreira e Zapata, Giampaolo glissa: "Non si può dire, magari Fabio non avrebbe segnato 21 gol. Zapata l'abbiamo rimesso in pista, Torreira è straordinario ma Ekdal ci ha portato esperienza internazionale. Prossimi in vetrina? Nessuno, altrimenti saremo sempre visti come club di passaggio. Senza fidelizzare giocatori e tecnico non si vince". Un discorso che conduce direttamente ad una domanda sul suo futuro, e in particolare sull'interesse Roma: "Vale lo stesso discorso" taglia corto Giampaolo, che rincara poi la dose quando gli viene ripetuta la domanda sul possibile approdo in una 'big', ad esempio l'Inter: "Il mio sogno è allenare il Barcellona, ma siccome ne ho viste di tutti i colori non vado più dietro a certe cose".
Giampaolo rivela anche cosa ha detto a Defrel dopo l'incidente di qualche settimana fa: "La prossima volta chiamami che ti riporto a casa io se hai bevuto un bicchiere di più. A me potrebbe succedere la stessa cosa. Ferrero? E' un personaggio atipico, non gliene può fregare di meno di giocatori e aspetti tecnici. Sa di non saperne ed è coerente, tanti non sanno ma pensano di sapere e nascono i problemi. E' uno che stempera. Se abbiamo mai discusso? Il primo anno non mi conosceva e come altri presidenti voleva dare qualche consiglio, parlava di giocatori. Era più inesperto calcisticamente rispetto a oggi. Una volta abbiamo discusso animatamente, ma da allora lui viene mezz'ora prima delle partite, sa dove vado a cercarmi degli angoli per fumare il mio sigaro e si parla di tutto meno che di calcio. Non mi fa mai mancare i sigari, ogni volta che viene al campo mi chiede 'mister, a sigari come sta?' Poi qualche pensiero, qualche cena, ma il regalo più grande è che non mi rompe le scatole".

Giampaolo non si sottrae neppure alle domande sulla cessione: "Se Ferrero cede è perchè vuole o gli conviene o crede che sia giusto così. Vialli presidente? Per la Samp è come Mancini, è la storia. Se parli di Vialli evochi gli anni d'oro e si riaccende l'entusiasmo, al di là dello spessore dell'uomo. Detto questo la società sta bene - conclude l'allenatore di Giulianova - come ripete sempre il presidente 'comunque vada sarà un successo'."