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Sampdoria-Radrizzani, ci siamo! Il ruolo di Al Khelaifi, del Leeds e dei San Francisco 49ers

Sampdoria-Radrizzani, ci siamo! Il ruolo di Al Khelaifi, del Leeds e dei San Francisco 49ers

  • Renzo Parodi
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Ore cruciali e incontri febbrili per la cessione della Sampdoria alla Aser Ventures di Andrea Radrizzani e alla Gestio Capital del suo socio Matteo Manfredi, appoggiati dal QSI, il Qatar Sports Investment, presieduto da Nasser Al Khelaifi, presidente del Paris Saint Germain, amico personale dell’emiro del Qatar Tamin bin Hamad Al Thani (la massima autorità politica del Paese del Golfo) che presiede il fondo sovrano qatariota Qatar Investment Authority, della quale QSI è l’appendice sportiva.

 Il QSI – la notizia è stata lanciata dall’Equipe e ha trovato conferma immediata – entrerà come azionista di minoranza nella nuova compagine societaria della Sampdoria governata dal duo Radrizzani-Manfredi. C’è di più. Voci accreditate da Milano sussurrano che alla compagnia potrebbero unirsi presto anche i San Francisco 49ers, la franchigia nordamericana del football NFL che dal 2018 attraverso la 49ers Enterprises detiene il 49% del capitale del Leeds United, il club inglese di Premier League (ma con un piede in Championship, la serie b inglese) del quale Radrizzani è l’azionista di maggioranza. Il businessman italiano è in trattativa per cedere proprio ai soci americani il suo pacchetto azionario nel club inglese per una somma variabile – dicono in Uk – fra i 150 e i 420 milioni di sterline a seconda che il Leeds la prossima stagione giuochi in Championship oppure Premier League.

Se come appare probabile sarà confermato anche questo scenario “allargato” la Sampdoria entrerà in una sorta di partnership sportiva e strategico-finanziaria col Leeds, un po’ come avviene già in altre realtà, ad esempio l’Udinese e il Watford della famiglia Pozzo. In ogni caso l’avvento del duo Radrizzani-Manfredi col supporto del fondo qatariota le assicurerebbe già un presente tranquillo e un avvenire sicuro. Cancellate le nuvole addensatesi sul club negli ultimi mesi e dissipate le preoccupazioni incombenti legate al pagamento degli stipendi dei calciatori del primo trimestre del 2023 (circa 13,5 milioni), le scadenze previdenziali e fiscali ed altri impegni finanziari che impongono la disponibilità entro il 31 di maggio, di una trentina di milioni cash. Disponibilità che i nuovi proprietari sarebbero in grado di render subito operativa. L’ultima proposta conosciuta avanzata da Radrizzani & C indica infatti in 55 milioni la somma da investire, oltre ad una quarantina di milioni necessari per la gestione ordinaria del club. Una parte finanziata dalle banche (e qui stava un ostacolo) ora superabile grazie all’entrata in scena del QSI, che dovrebbe tranquillizzare i creditori e aumentare considerevolmente questa soglia e permettere alla Sampdoria di chiudere tutte le partite finanziarie in sofferenza. Nonché programmare il futuro senza patemi, con l’obiettivo di risalire in serie A in una, massimo due stagioni.

Il sentore che qualcosa si stesse muovendo era giunto dall’assemblea di Lega che mercoledì scorso aveva stabilito di pagare in anticipo il “paracadute” che spetta alle società retrocesse dalla A alla B, purché le società dimostrino di essere state ammesse a disputare il campionato di pertinenza. Nel caso della Sampdoria si tratterebbe di 15-20 milioni che saranno versati una volta perfezionata l’iscrizione, che con la nuova proprietà non sarebbe più in dubbio, e avverrebbe regolarmente entro il prossimo 20 giugno. “Non posso dire nulla per scaramanzia, ma abbiamo trovato una soluzione” si era lasciato sfuggire il vicepresidente Romei. E la soluzione è appunto quella descritta.

Ore febbrili dunque stanno scorrendo per mettere a punto i contratti in tutti gli aspetti di dettaglio. Gli avvocati delle parti sono al lavoro. Il cda blucerchiato (tranne il presidente Lanna, collegato in videoconferenza) nella mattinata di oggi si era spostato a Milano per incontrare gli uomini di Radrizzani, l’advisor PwC e i rappresentanti delle banche, con le quali Radrizzani aveva annunciato di aver già raggiunto l’intesa. Si tratta di muoversi infratti all’interno del perimetro già definito dalla composizione negoziata del debito. La Sampdoria è appesantita da un debito lordo di circa 200 milioni di euro (150 a netto dei crediti), questa voce era stata alleggerita, offrendo ai potenziali acquirenti del club uno sconto sull’entità dei rimborsi previsti per i debiti Sace, garantiti dallo Stato, ai quali il club aveva fatto ricorso in tempi di pandemia. Dai 54 milioni si sarebbe scesi sotto in 50, mentre i 13 milioni di debiti con l’Erario grazie al decreto governativo di rottamazione delle cartelle sarebbero scesi a circa 8. Restava aperta la dolorosa questione dei debiti verso i fornitori (circa 4 milioni) e altre voci correlate a debiti vari (agenti, procuratori, ecc). Radrizzani ha spazzato il tavolo. Pagherà integralmente i debiti bancari garantiti e offrirà ai creditori indennizzi tra il 50 e il 60% del dovuto. Proposte imbattibili, a fronte dei tentativi dell’altro competitor, il finanziere d’assalto Alessandro Barnaba, appoggiato dall’ex proprietario del club, Edoardo Garrone. Barnaba aveva tentato di scalare la Sampdoria, proponendo successivi aumenti di capitale sempre respinti da Ferrero che aveva disertato le relative assemblee. Il mantra di Barnaba, ispirato da Garrone, era stato: “Neanche un euro a Ferrero” e su quel macigno nei mesi trascorsi dal dicembre 2022 ad oggi, si erano infrante tutte le speranza di giungere ad una soluzione negoziata della crisi della società. L’irruzione di Radrizzani, peraltro preparata accuratamente in silenzio e tra le quinte da diverse settimane, ha sbaragliato i piani di Barnaba-Garrone e stravolto gli scenari. Spalancando la strada al gruppo italo-qatariota-

Radrizzani aveva preso atto che era impossibile strappare la Sampdoria a Ferrero senza il suo consenso. Occorreva dunque definire la posizione dell’azionista di maggioranza quasi assoluta del club blucerchiato (detiene il 96,96% delle azioni attraverso la Sportspettacolo Holding): quel Massimo Ferrero che aveva innescato la dolorosa e tribolatissima vicenda che ha condotto la Sampdoria (peraltro nel frattempo già discesa matematicamente in serie B) ad un passo dall’estinzione. Mentre sta trattando la definizione dei contratti che lo vedranno subentrare alla guida del club genovese, Radrizzani in queste ore prova a chiudere l’accordo con Ferrero, confrontandosi con Gianluca Vidal, il trustee che di fatto e di diritto governa le sorti della Sampdoria. Radrizzani confida di chiudere l’accordo al più presto, possibilmente entro domattina, in tempo utile per partecipare all’assemblea straordinaria della Sampdoria convocata alle 15 di domani per decidere il vitale aumento di capitale necessario per mantenere in vita la società. Per poterlo fare, Radrizzani deve appunto sciogliere il nodo Ferrero, ovvero riconoscere al proprietario uscente una somma di denaro che dovrebbe aggirarsi attorno ai 20 milioni di euro, pagabili in due o tre tranches diluite nel tempo. Questa somma andrà a soddisfare le condizioni imposte dal trust di scopo nel quale la Sampdoria era stata inserita quale finanza esterna, a garanzia e copertura dei debiti di due delle aziende del gruppo Ferrero in odore di fallimento. Se ci sarà l’accordo Ferrero salverà cinema (fra i quali l’Adriano di Roma) e condomini di Torrespaccata in pancia alle due società e darà via libera a Radrizzani sulla Sampdoria. Vidal ha già pronta la lettera di disdetta da inviare allo sceicco qatariota Khaled Fatih Al Thani che, attraverso il suo procuratore, a fine febbraio aveva firmato il contratto di acquisto della Sampdoria, con tanto di pagamento previsto del trust (40 milioni!) ma non aveva mai dato corso all’impegno. Un passo falso, da parte del membro della famiglia Al Thani, per il quale Vidal valuta l’azione di risarcimento danni.

Se non riuscirà domani, lunedì prossimo Vidal si presenterà all’assembla straordinaria (in seconda convocazione)  e annuncerà che Ferrero ha raggiunto l’accordo con Radrizzani e mette a disposizione le sue azioni del nuovo proprietario. 

Stay tuned.
 

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