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Gli aggiornamenti sono ormai quotidiani e costanti per quanto riguarda la trattativa tra Gianluca Vialli e la Sampdoria. La situazione in operazioni del genere non può essere semplice e infatti restano in piedi parecchi aspetti sui quali concentrarsi. Uno, ad esempio, riguarda la famosa offerta scritta, che il fondo York Capital avrebbe dovuto presentare e che per il momento non è ancora stata sottoposta agli emissari di Corte Lambruschini. Il manager che cura il ramo europeo del fondo, Federico Oliva, aveva fatto sapere di essere pronto a consegnarla a Ferrero già una settimana fa. Ovviamente a questi livelli 'l'offerta scritta' è rappresentata da un documento in cui vengono anche elencate varie condizioni economiche e programmatiche, che devono essere necessariamente sottoscritte prima di accettare. Si tratta, insomma, dello step immediatamente antecedente alla fumata bianca.

PRIORITA' - York Capital sembra avere con la Sampdoria una sorta di priorità morale.  La trattativa con Vialli è quella in stato decisamente più avanzato, perchè dura sottotraccia da oltre un anno  e ha già terminato la fase di 'due diligence', ossia l'analisi dei conti. La sensazione che trapela in queste ore è che l'accordo si possa trovare, anche se manca l'intesa per la cifra. York Capital non sarebbe ancora arrivato ai famosi 100 milioni, ma anche le smentite di rito di Ferrero lasciano intendere che, alle condizioni giuste, la Samp sarà ceduta entro giugno, e per la precisione entro il 24 giugno quando scadranno i termini perla presentazione delle domande di iscrizione per ottenere la licenza nazionale al campionato prossimo. 

ALTRI ACQUIRENTI - Sarà Vialli il prossimo presidente? L'ex bomber blucerchiato è decisamente in vantaggio, ma nel frattempo la Samp ha riallacciato i rapporti anche con gli altri tre soggetti interessati ad acquistare il club. Si tratta di una cordata italiana, particolarmente solida e convincente ma penalizzata dall'ingresso tardivo nell'affare, di un fondo inglese e di uno arabo. Il Secolo XIX si spinge addirittura a dare le percentuali: 70% York Capital, 15% investitori italiani, 10% inglesi e 5% arabi. Tutti insomma restano in attesa di sviluppi sulla trattativa principale, quella tra il Doria e York.

TORNA GARRONE? - I contatti tra York Capital e Corte Lambruschini in questi giorni sono continui. Ultimamente però ha preso quota in casa blucerchiata anche una possibilità suggestiva. Insieme a Vialli all'interno della proprietà con una quota minoritaria potrebbe rientrare anche Edoardo Garrone, insieme ad alcuni imprenditori genovesi. Non andrebbe esclusa neppure la presenza di Banca Sella, che smentisce un suo coinvolgimento diretto nella trattativa. L'istituto di credito aveva avuto rapporti con Vialli già ai tempi della Juventus, e pure con il gruppo Erg.