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A tre giorni dalla sfida più importante degli ultimi 18 anni, la Sampdoria continua ad essere al centro di intrecci di mercato tali da destabilizzare qualunque ambiente. Una situazione incredibile per una squadra che avrebbe bisogno solo di tranquillità e concentrazione, e che invece si ritrova ogni giorno a dover combattere contro attacchi mediatici e non. A seguire gli organi di informazione nazionali, ed in particolare alcuni quotidiani, mezza Sampdoria, da Marotta a Del Neri a molti giocatori, avrebbero già imboccato la A26 in direzione Torino e sarebbero pronti a vestire la maglia bianconera. Ma se parlare di mercato a fine stagione può essere normalissimo, e così le ipotesi e le voci incontrollate, sorprende che tutto questo sia invece esploso nel pieno di una lotta per un posto in Champions League. Viene quasi da pensare che la situazione sia stata creata ad arte per destabilizzare l'ambiente evitando che i blucerchiati riescano a raggiungere il traguardo sognato. Un'idea neanche troppo folle, tanto che la stessa società oggi si è espressa con un comunicato ufficiale attraverso il proprio sito, con parole chiare e 'urlando' a tutto il mondo del calcio che la Sampdoria non è un supermercato. Non solo i tifosi, dunque, hanno considerato gli ultimi avvenimenti come un attacco frontale. Eppure il mondo blucerchiato non deve assolutamente preoccuparsi. Perché la squadra ha sempre dimostrato di sapersi chiudere in se stessa e trovare senza problemi la concentrazione per i momenti clou. E soprattutto perché, anche se da lunedì venisse smantellata, Riccardo Garrone la costruirebbe ancora più forte. Non è un'impressione ma una realtà. Lo dicono i fatti: da quando ha preso la Sampdoria sono arrivate la promozione in serie A, una finale di Coppa Italia e quattro qualificazioni europee (anzi cinque con quella di questa stagione). Scherzando potremmo dire: fatti, non parole. E se poi la Juventus o chi per essa ha deciso di saccheggiare la Sampdoria, deve rendersi conto che in ogni caso prima di uscire deve passare alla cassa. E allora sarebbero dolori per loro e gioie per la società che, sommando anche i soldi dei diritti tv, si troverebbe un bel gruzzolo da reinvestire. Perché ad esempio - conti alla mano - se un giocatore come Melo è stato pagato 25 milioni di euro, quanto può costare uno come Palombo? E Pazzini? Fantacalcio, perché difficilmente Garrone si priverebbe dei suoi gioielli, ma anche se così fosse, seguendo la politica di questi anni, ne partirebbe solo uno. E altri entrerebbero. Due anni fa toccò a Maggio, con l'arrivo a gennaio di Pazzini, l'anno scorso a Campagnaro, con Mannini, Tissone e altri. L'unico vero pensiero, se proprio vogliamo cercare il pelo nell'uovo, è il ruolo del portiere. Ma questa è un'altra storia, e ci si può pensare da lunedì senza problemi. Prima c'è una Champions League da conquistare, alla faccia di chi sbava per i gioielli blucerchiati, dimenticando che a parole tutti comprano tutto, ma poi... servono i fatti.