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Tutto in novanta minuti. La pazienza è finita, e ora per Ferrara diventa decisiva la partita più importante della stagione: il derby. La stracittadina segnerà il futuro del tecnico, la cui esperienza blucerchiata alle 22.30 circa di domenica potrebbe interrompersi o trovare nuova linfa vitale. La coerenza della società blucerchiata è stata straordinaria, ma dopo la sconfitta di Palermo la fiducia ha raggiunto minimi storici.

L’osservato numero uno del derby numero 105 sarà dunque il tecnico blucerchiato, che prepara il colpo grosso per rimanere in sella ad una panchina che mai è stata così bollente. I tifosi dopo sette sconfitte consecutive non credono più nel proprio timoniere: troppi errori, e l'alibi degli infortuni che non regge davanti ad una crisi che rimarrà negli annali come la peggiore, per risultati sul campo, nella storia del club di Corte Lambruschini.

Ferrara dovrà operare scelte coraggiose, ovviando alla penuria di attaccanti (oggi si è fermato anche Eder) con il giovanissimo Icardi. Diciannove anni, pochissimi minuti in serie A, e un record: esordirà da titolare in un derby. Un segno del destino visto che la Sampdoria a giugno scelse Ferrara proprio per far crescere i suoi talenti. Scelte obbligate in attacco, ma non negli altri settori del campo. Ed è qui che i tifosi aspettano il tecnico al varco.

Il 4-3-3 ha funzionato e bene a inizio campionato; poi il cambio, a Palermo, e la peggiore prestazione del ciclo Ferrara. Il mister ha due strade: calcare la mano sul suo lavoro estivo oppure provare la via delle novità. Se sarà vittoria verrà acclamato, altrimenti pioveranno critiche e il conseguente esonero. Questione di scelte importanti che un timoniere deve saper fare anche quando le acque agitate costringono a pensare e agire in maniera rapida. Una vittoria, solo questo potrà salvare Ferrara da un destino infausto. Buona fortuna, mister.