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Sampmania: il Doria può prendere punti al Milan *toccatina*

Sampmania: il Doria può prendere punti al Milan *toccatina*

  • Lorenzo Montaldo
Lanciamoci in un moto di ingiustificato ottimismo, volete? Siete pronti? Ok, tenetevi forte: per me, la Sampdoria riuscirà a tirar fuori una bella partita contro il Milan. La dico tutta? Quasi quasi può far risultato. Mi espongo, anche a rischio di figuracce. Piccolo antefatto: di recente sono entrato in contatto con la totale assenza di scaramanzia da parte dei tedeschi. Non ne ero a conoscenza, ma grazie ad alcuni amici in Germania ho scoperto che da quelle parti la cabala e la ‘sfiga’ vengono considerate superstizioni. Per loro sono semplici leggende, paure immotivate. Un tedesco ti direbbe tranquillamente: “Figurati, domani vinciamo, senza dubbio”. Un tedesco non si dedicherà mai a rituali propiziatori, non tirerà mai fuori cornetti, ferro, non si darà neppure mezza grattatina in basso di soppiatto. Io invece sono italiano, ‘per fortuna o purtroppo’ cantava Gaber, e una cosa del genere non la affermerei neanche sotto tortura. Anzi, ora che mi ci fate pensare conviene mettere le mani avanti. Ritratto, sarà il caso: domenica sera alla fine il Milan in un modo o nell’altro la sfangherà e vincerà senza ombra di dubbio l’incontro. Ecco, così va molto meglio. Però posso dire di sentirmi moderatamente ottimista?

Nella mia valutazione non c’entrano nulla le accuse di pessimismo cosmico mosse ogni tanto al sottoscritto (come se non ci fossero motivi per esserlo). Il modo in cui la penso sul reale potenziale della Samp, sugli errori commessi durante il mercato e tutto il resto lo sapete, e non è il caso che mi ripeta di nuovo. Il mio ottimismo in vista di Samp-Milan, invece, si fonda su alcuni aspetti concreti e tangibili. Il primo è che il Doria di Ranieri ci ha abituato a colpi di coda improvvisi nei momenti più complessi e di maggiore difficoltà. Prendiamo ad esempio il successo - cruciale e complicatissimo in trasferta - con la Spal del 4 novembre 2019, con la rosa reduce dalla partenza ad handicap sotto la guida di Di Francesco e l’avvio zoppicante di Ranieri (pareggio con la Roma, sconfitta con il Bologna e pareggio fortunoso con il Lecce). Lo 0-1 a Ferrara ebbe un peso specifico pari a quello dell’Osmio, che ho da poco scoperto essere il materiale più pesante al mondo. Qualcosa di simile si verificò anche nei mesi successivi. La Samp incassò cinque pappine con la Lazio, quattro a Napoli, pareggiò (male) con il Sassuolo e vinse una gara cruciale a Torino, protagonista di giornata Ramirez. 

Stessa falsariga nel post lockdown: i blucerchiati uscirono con le ossa rotte da Inter, Roma e Bologna, complicando il cammino in Serie A. Fortuna, caparbietà e un ‘aiutino’, anzi, aiutone da parte di Rocchi, che non cacciò fuori Bonazzoli al Via del Mare, hanno salvato la squadra di Ranieri. Lecce-Sampdoria del 1° luglio era una finale da vincere a tutti i costi, e grazie a Dio Quagliarella e compagni non l’hanno sbagliata. Ma io me la ricordo, ed era stata un incubo. Il 2020-2021 è cominciato alla stessa maniera. Sconfitta con Juve e Benevento, poi filotto di successi e conseguente spiedino di partitacce, sino a lunedì. La mia opinione? Il Doria migliora e diventa più incisivo quando ha un po’ di pressione attorno, quando l’ambiente si fa sentire e il clima si surriscalda. Non so se sia incapacità nel trovare da sé le motivazioni con il mare piatto, o se per rendere al meglio la tipologia di giocatori di cui è composta la formazione blucerchiata abbia bisogno di avvertire sollecitazioni importanti dall’esterno. Il risultato, però, è lo stesso.

C’è anche una spiegazione più tecnica, alla base del mio immotivato ottimismo. Il Milan dei miracoli di Stefano Pioli ha un rendimento da sogno, sembra non esserci nulla capace di incrinare le motivazioni e la fiducia dei rossoneri, e probabilmente è davvero così. L’allenatore ha impostato la stagione su un 4-2-3-1 sulla carta iper offensivo, eppure molto equilibrato nei fatti. L’ex tecnico della Fiorentina ha alternato in avvio come mediani Tonali, Bennacer e Kessie, sino a trovare la quadra con la coppia composta dagli ultimi due. E’ un tandem in grado di portare schermatura davanti alla difesa, per inciso la terza meno battuta del campionato, senza rinunciare a cervello e geometrie. D’altro canto al Milan non servono troppo i lanci lunghi o i registi vecchio stampo. Il terzetto di mezze punte alle spalle di un Ibrahimovic può abbassarsi e ricevere il pallone a dieci metri dai mediani. Ciò consente a Bennacer e Kessie di giocare senza eccessivo dispendio di energie nervose, evitando la giocata forzata che potrebbe portare al recupero palla degli avversari sulla propria trequarti. A testimoniare la miscela ben riuscita, beh, credo ci sia la posizione in classifica. Messa giù così. pare la peggior avversaria possibile da affrontare,

Già ma allora, da dove deriva la mia convinzione sulla possibile sorpresa Samp? Innanzitutto dall’atteggiamento tattico del Milan. Scendere in campo con tre mezzepunte e un centravanti costringe a tenere un baricentro medio molto alto. Per un tipo di gioco come quello di Ranieri, è praticamente un invito a nozze. C’è un motivo se il Doria ha trovato maggior facilità ad affrontare l’Atalanta e la Lazio, piuttosto che il Benevento e il Bologna. I blucerchiati non sono in possesso delle doti di palleggio ammirate a lungo con Giampaolo, è fuor di dubbio, ma quando si tratta di ripartire hanno tutte le qualità del caso. Non mi sorprenderebbe la scelta di sganciare Candreva e l’altro esterno, dando però nel contempo grossi compiti difensivi ai centrocampisti. Abbandonare i terzini ad affrontare nell’uno contro uno i vari Saelemaekers, Diaz e Calhanoglu sarebbe un suicidio, l’unica soluzione possibile resta l’equilibrio.
 

Quali debolezze dovranno sfruttare i blucerchiati? Il Milan ne ha poche, ma di squadre perfette non ne esistono. Ad esempio, i rossoneri hanno evidenziato una piccola crepa, una sorta di mancanza di concentrazione in avvio di gara. Il 50% dei gol subiti dalla compagine di Pioli nella Serie A in corso sono arrivati nei primi 30 minuti di gioco. Copione rispettato anche in Europa: non più tardi di giovedì, il Celtic ha infilato un tremendo uno-due nel quarto d’ora iniziale, prima di essere ribaltato come un calzino. Se la Samp riuscisse ad incanalare subito il match sui binari giusti, senza regalare un tempo agli avversari, potrebbe anche sfangarla. L’altro aspetto per far sorridere i blucerchiati è che il Diavolo a Genova dovrà rinunciare alla metà delle reti messe a segno in stagione. Contro la Samp non ci saranno i 10 gol ibra e i 2 di Leao, 12 marcature sulle 21 totali in campionato. Non è poco, così come non possono essere tralasciati sul piatto della bilancia i 90, intensi minuti in Europa a sole 72 ore dal match. Insomma, essere ottimisti questa volta non costa nulla ed è persino legittimo. Dopo un fine settimana di acqua, ghiaccio, neve tolta dalla macchina e interminabili code, ne ho pure un disperato bisogno.

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