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    Sampmania: le coincidenze non esistono, e noi ci siamo davvero liberati

    Sampmania: le coincidenze non esistono, e noi ci siamo davvero liberati

    • Lorenzo Montaldo
    Credo che a volte certe coincidenze non arrivino senza motivo. Sono sicuro di ciò. Pensate sia un caso se la nuova Sampdoria è ripartita con una vittoria dal Libero Liberati di Terni? Io no. La truppa di Pirlo ieri si è davvero liberata: si è scrollata di dosso tante zavorre, detriti di una brutta storia ancora dietro l'angolo.
    E' un passato purtroppo sempre presente. Ha lasciato le sue unghiate sulla nostra pelle, abbiamo evitato l'infezione mortale sputando via il veleno, ma il tessuto si deve ancora cicatrizzare. I nostri movimenti devono essere calmi e controllati, per non riaprire gli squarci. E' un passato da monitorare con attenzione e cautela, ma poterlo definire così, 'passato', è già meraviglioso. E noi, che ci siamo liberati, non potevamo ricominciare da nessun altro stadio ad eccezione del Liberati. No, le coincidenze per me non esistono.

    Ieri ci siamo liberati di un sacco di scorie. Gli spettri di una vittoria in trasferta che mancava dallo scorso 4 gennaio, ad esempio, non ci sono più. Abbiamo buttato nel cassonetto le paure di una rimonta in extremis, grande classico della scorsa stagione, o di una qualche incredibile, imprevista sfiga. Abbiamo rivisto una squadra compatta, unita, un gruppo che pare già solido e amalgamato. Abbiamo assistito, finalmente, ad una partita giocata da ragazzi senza la faccia di quelli che partono sconfitti già dal primo minuto. 

    Ci siamo liberati, soprattutto, di quel maledetto segno '-' in classifica. Non ne potevo più di vederlo, lo odiavo, era l'ultimo germe infetto del morso velenoso che stiamo cercando faticosamente di curarare. Averlo lanciato nel cassonetto subito, alla prima occasione buona, è catartico e simbolico. 

    La Serie B, pronti via, ha deciso di negarsi uno spettacolo unico per la categoria vietando l'abbraccio tra tifosi della Ternana e sostenitori blucerchiati, vietando la trasferta ai non tesserati per due tifoserie unite da un gemellaggio che affonda le sue radici negli anni '70. E quando vi ricapita? Peggio per loro. E' l'ennesima dimostrazione di quanto sia miope, rigido e destinato all'autodistruzione questo calcio. 

    Non abbiamo vinto il campionato, andiamoci piano. Lo dico soprattutto per me stesso, sono uno che a volte si lascia prendere dagli entusiasmi, e non dovrei farlo. La Sampdoria è un cantiere a cielo aperto, ha bisogno di almeno due-tre innesti di un certo livello, e magari di qualche rincalzo, per potersi definire competitiva. L'ho già scritto in un altro Sampmania, pretendere la corazzata in grado di ammazzare il campionato da agosto in poi è sciocco e denota poca conoscenza dei meccanismi che regolano il mondo del pallone, e soprattutto la categoria. Però, adesso abbiamo qualche convizione in più: Depaoli per la categoria è un lusso, Verre in B può fare ciò che vuole, e vi dirò, Murru centrale di difesa in questo pre campionato non ha fatto male. Certo, arrivassero un centrale (anche due) di livello e Pereyra, potremmo parlare di tutt'altro. Sperando di aver azzeccato l'acquisto Esposito. Ma adesso è troppo presto. L'importante è esserci liberati di ciò che è stato, e di ciò che poteva essere. Navighiamo a vista, un passetto alla volta, e tra un po' giriamoci a guardare indietro. Magari nel frattempo le cicatrici saranno anche sbiadite, e faranno anche meno male.

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