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  • Sampmania: ma quale Ibra - "E' vecchio"(!) - domani c'è il Derby

    Sampmania: ma quale Ibra - "E' vecchio"(!) - domani c'è il Derby

    • Lorenzo Montaldo
    Incredibile ma vero, ce l’ho fatta. Sono riuscito a leggere questa frase. L’ho cercata ovunque, ho spulciato su Facebook, nei commenti, nei vari gruppi e sulle pagine ma alla fine l’ho trovata. La riporto testuale perché non ce la faccio nemmeno a parafrasarla. “Ibrahimovic è vecchio, ormai è finito, non lo vorrei”. Lo ha scritto un tifoso della Sampdoria. Non un fan del Real Madrid, del Paris Saint Germain, della Juve o del Barcellona, gli unici che potrebbero affermare una cosa del genere senza passare per pazzi. Un tifoso della Sampdoria. Della Sampdoria. Che non vorrebbe Ibrahimovic. Zlatan. Non un altro Ibrahimovic, proprio lui. Il miglior centravanti del mondo (e a mio modesto parere lo è tutt’ora, anche a 37 anni). L’unico calciatore in grado di trasformare da solo una buona squadra in una squadra da scudetto, e una discreta squadra – come la Samp – in una squadra da Europa. Boh.

    L’argomento Ibra però possiamo chiuderlo subito, perché non arriverà alla Samp. Ne sono certo. Troppo difformi le ambizioni dello svedese e di Corte Lambruschini, troppo ‘provinciale’ la nostra Genova per uno abituato alle grandi città: Amsterdam, Torino, Milano, Parigi, Barcellona, Manchester, Los Angeles… Però, se - con un ‘se’ grosso come una casa davanti – in un universo parallelo, per una qualche congiuntura astrale bizzarra, Ibrahimovic dovesse vestire realmente quella maglia, la maglia più bella del mondo, io quel commento lo vado a ripescare. Eccome se ci vado. Comunque, quello che rischiamo di dimenticarci pensando al mercato è che la Sampdoria domani ha il derby. Quella partita che aspetti tutto l'anno, e in cui ti giochi gran parte della stagione dal momento che (purtroppo) rossoblù e blucerchiati ad oggi non hanno altri obiettivi, ad eccezione di una salvezza tranquilla e senza patemi. Negarlo significa nascondere la testa sotto la sabbia, e non accettare la realtà.

    In questi giorni tutti, parlando di calcio, scivolano sempre sulla stessa frase: beh, come finisce il derby? Per deontologia professionale, rispondo sempre allo stesso modo da anni. “Vincerà il Genoa, ne sono convinto”. In alternativa la variante: “Ho brutte sensazioni per la stracittadina”. Da ormai innumerevoli derby poi ripeto in maniera ossessivo-compulsiva tutti gli stessi gesti. Moltiplicate il tutto per 50-60mila tifosi, e avrete l'idea di quanto Genova in questi giorni assomigli ad una sorta di orologio svizzero. Devo essere onesto, sono abbastanza certo che si tratterà di una brutta partita. Se volete il bel gioco, girate lontano da Genova. Specialmente in questo periodo. Se cercate il fascino, qui c'è tutto quello che volete, ma il calcio spettacolo proprio no. 

    Adesso però mi cimenterò in una novità, e vi racconterò esattamente le mie tre paure per il derby, in ordine crescente di importanza. A) Juric si gioca il posto, affrontare una partita come il derby  immersi in un clima da 'ultima spiaggia' è il carburante più potente di tutti. Giampaolo docet. B) Kouamé. Ritengo l'ivoriano potenzialmente decisivo, persino più di Piatek -  segnerà sicuramente –. specialmente se gli verrà lasciata la possibilità di puntare i terzini. Spero che Giampaolo abbia già studiato qualche contromisura. C) Il gufaggio. Perchè loro, storicamente, sono più allenati a gufare rispetto a noi. Non vedo l'ora che sia domani sera alle 23.00. Ora scusate, ma devo andare a lavare i calzini che custodisco gelosamente da dieci anni. Buon derby a tutti.

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