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Ieri scorrevo i vari social network, in particolare Facebook e Instagram, e mi sembrava di essere finito a trovare il prozio nella casa di riposo ‘Villa Serena’. Barbe grigie, capelli bianchi e rughe in ogni dove. Eppure gli ‘insights’ del mio profilo dicono che sono seguito prevalentemente da maschietti (ci avrei giurato) tra i 25 e i 34 anni. Cribbio, ma che fretta avete di vedervi da vecchi? Devo ancora metabolizzare i 30 anni, e mi fate già pensare agli 80. In questo mare di geriatria all’improvviso ho trovato una ciambella di salvataggio. Si trattava di un salvagente con su scritto bello grosso ‘Calciomercato’ e ‘Sampdoria’, le uniche due parole attualmente in grado di scacciare quella sgradevole sensazione di essere precipitato non si sa come nel 2069. Veramente ce ne sarebbe anche una terza, ‘cessione’, ma quella lasciamola stare, che ormai provoca reazioni incontrollate e imprevedibili all’80% dei sampdoriani e va usata con cautela, tenendola fuori dalla portata dei bambini.

Comunque, torniamo al galleggiante che mi ha permesso di emergere dal limbo di malinconia in cui ero immerso. Ho trovato il post di un tizio che si domandava, legittimamente, se uno dei grandi obiettivi del mercato blucerchiato di questo inizio estate fosse realmente un  buon affare. Il giocatore in questione è  Simone Verdi, e il dubbio piuttosto semplice: è davvero il caso di spendere certe cifre per un profilo del genere? Soprattutto, si tratta realmente di un calciatore in grado di farti fare il salto di qualità? Gli interrogativi sono leciti, per carità, soprattutto alla luce delle statistiche evidenziate nel corso della stagione appena conclusasi. Verdi nel Napoli ha giocato 700 minuti in campionato, una miseria, segnando 3 reti e servendo due assist. Un po’ pochino, per uno valutato 25 milioni, sono d’accordo.  E parecchi commenti a questo interrogativo, anzi, diciamo pure quasi tutti, andavano a sostegno di tale tesi. 

Io invece sono dell’idea diametralmente opposta. Ritengo Verdi un prospetto potenzialmente perfetto per una squadra come la Samp, e la sua quotazione non mi pare neppure troppo lontana da quelle che sono le cifre attuali per profili simili. Innanzitutto per una questione puramente ‘tattica’. Comprando Verdi, ti garantisci un jolly in grado di agire indifferentemente a destra o a sinistra nei tre d’attacco. A Bologna nel suo anno migliore ha giocato 22 volte largo a destra, oltretutto realizzando in quel ruolo 7 dei 10 gol complessivi in stagione, e servendo ben 9 dei 10 assist totali. L’anno dopo, alla corte di Ancelotti, la situazione si è completamente ribaltata: 15 gettoni da esterno offensivo sinistro (i  gol e gli assist del 2018/2019, per inciso, li ha fatti tutti nelle gare giocate da quel lato di campo) e soltanto 5 apparizioni da attaccante destro. Merito della facilità di cambiare piede, e di utilizzare allo stesso modo entrambi: in effetti, Verdi è uno dei pochi, veri ambidestri in circolazione. Neppure i suoi ex allenatori sono riusciti a mettersi d’accordo su quale sia il piede forte dell’attaccante di Broni, perchè calcia con ambedue anche le punizioni e gli angoli, senza evidenti differenze. “In effetti, quando ha la palla sul sinistro non la sposta mai, e lo stesso fa con il destro”, notava tempo fa Marocchi. Secondo papà Verdi, “Non lo sa neppure Simone se è destro o sinistro”. Di certo, questa peculiarità non sarebbe un male per una squadra che ha deciso di puntare tutto sul tridente in avanti. 
Un altro motivo per il quale ritengo Verdi un possibile acquisto interessante è rappresentato dalla sua buona esperienza in Serie A: ci gioca più o meno stabilmente dal 2014-2015, tolta una breve parentesi all’estero (ve lo ricordavate all’Eibar, da giugno 2015 a gennaio 2016? Io no). Il Doria di Di Francesco ha bisogno anche di calciatori simili, già pronti e affidabili.  Intendiamoci, non stiamo parlando – con tutto il rispetto - di Messi o Sneijder, ma di un ragazzo che ti garantisce almeno 10-12 gol a stagione, più un numero imprecisato di assist. Per una formazione con gli obiettivi della Samp, è una valvola di sicurezza davvero importante.

C’è poi l’ultimo aspetto che mi preme sottolineare, quello che ritengo anche più importante. Verdi, come Murillo, sarebbe un acquisto molto, molto particolare per la Sampdoria. Comprare un ventisettenne a oltre 20 milioni di euro non si configura come ricerca della plusvalenza a tutti i costi, anzi, significa prelevare un giocatore nel pieno della sua maturità, essendo consci di avere poche possibilità in futuro per ammortizzare la spesa. Figuriamoci pensare di guadagnarci su qualcosa. L’unico colpo assimilabile per certi versi ad un eventuale arrivo di Verdi nella storia recente della Samp sarebbe quello di Zapata, con una sostanziale differenza: il colombiano era stato portato a Genova nell’ultimo giorno di mercato, dopo che il Doria aveva visto svanire tutti i principali obiettivi per l’attacco. Duvan dava l’impressione di un costoso ripiego, tanto è vero che da Corte Lambruschini si erano affrettati a cederlo nuovamente all’Atalanta praticamente al prezzo di costo pur di rientare dell’investimento sostenuto. Verdi invece sarebbe una scelta di concetto, conscia e portata avanti senza fretta, nella prima parte del mercato.  Ecco, in attesa di vederlo sul campo, Verdi farebbe tutta la differenza del mondo a livello di politica societaria. Avete visto? Per un quarto d’ora vi ho distratto dalle foto di anziani o dai discorsi sulla cessione. E’ già qualcosa...

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