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Ora si può dire: finalmente. E' vero, la matematica non è ancora dalla parte dei blucerchiati, ma la vittoria strappata in rimonta con la Lazio e la quota 40 finalmente toccata lasciano dormire sonni tranquilli alla truppa di Montella. L'epilogo di una stagione strana, che i tifosi speravano finisse il prima possibile, non poteva essere maggiormente simbolico e intriso di allegorie.

C'è tutto, nella vittoria sofferta strappata ai biancocelesti, in 90 minuti che sono una perfetta sintesi di 8 mesi turbolenti, pieni di sofferenze e (poche) gioie. C'è la Samp in svantaggio dopo pochi istanti, come spesso è successo in stagione, c'è la sofferenza e il cuore dei suoi giocatori più rappresentativi, capaci di raddrizzare una partita nata storta. C'è la decisione arbitrale contraria - e in questo caso giusta -  e c'è San Viviano a rattoppare l'ingenuità di un compagno. E' avvenuto centinaia di volte quest'anno. Il numero 2 blucerchiato ha portato con sé in dote almeno una decina di punti, andare agli Europei sarebbe solo un riconoscimento, e non un premio, perchè la chiamata se l'è meritata e sudata tutta, parata dopo parata.

C'è anche l'eroe che non ti aspetti, ossia Modibo Diakité, uno che i gol non li fa quasi mai e che potrebbe aver firmato la rete capace di certificare la permanenza doriana in Serie A. E c'è, poi, l'acume tattico di mister Montella, che oggi non ha sbagliato praticamente nulla. Ha presentato una squadra coperta, rimpolpando il centrocampo per vincere lì la partita, e ha apparecchiato un attacco di brevilinei, opponendo al fisico dei difensori biancocelesti la velocità nello stretto di Quagliarella e Muriel. Quando poi si è accorto della difficoltà del colombiano nel crearsi spazi interessanti, l'Aeroplanino ha operato alcune correzioni tornando al modulo tanto caro al mister ex Fiorentina, quello con i due trequartisti, inserendo Correa e Soriano per dare maggior appoggio a Quagliarella, fino a quel momento isolato nella lotta con i centrali ospiti. L'ingresso del numero 10 e del numero 21 ha consentito alla Samp di aprire la retroguardia ospite, sino a quel momento compatta, liberando anche spazi sulle corsie.

Montella ha chiesto sacrificio a De Silvestri, e lo ha avuto, dal momento che l'esterno romano ha limitato molto le sue sortite per ingabbiare al meglio il pericoloso Keita. Ha chiesto qualità e quantità a Fernando, e l'ha avuta, ha chiesto pressing a Barreto, e lo ha avuto, seppur con evidenti limiti tecnici. Insomma, Montella ha dimostrato di essere entrato saldamente nella testa dei suoi giocatori, e questo è il miglior auspicio possibile per il futuro.

Ci sarà tempo per pensare al mercato, per programmare la prossima stagione, per riflettere su cosa non ha funzionato in questa annata incredibile. Oggi bisogna soltanto tirare un sospiro di sollievo, trattenuto da troppo. E finalmente festeggiare la Serie A. Anche senza il supporto della matematica.