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Sampmania: non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore (o una squadra)

Sampmania: non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore (o una squadra)

  • Lorenzo Montaldo
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Per fortuna ho aspettato a scrivere il Sampmania. Venerdì sera, quando ho lasciato il Ferraris, ero abbattuto come tutti e un articolo sarebbe stato troppo cupo ed esagerato. Avevo la sensazione di una partita buttata via perché secondo me anche questa Sampdoria incompleta è più forte del Pisa. Siamo un cantiere a cielo aperto, ne siamo consapevoli. Mancano tanti tasselli, stiamo ricostruendo un edificio dalle fondamenta, dopo che un incendio lo ha divorato e sventrato. Non ho scritto, e sono felice di non averlo fatto.

A volte è utile ripensare alle partite a mente fredda, guardando l'incontro con un'altra angolazione e un'altra luce, ponendosi le giuste domande. Sampdoria-Pisa è stata una brutta partita? Sì, decisamente. I blucerchiati hanno margini di miglioramento? Assolutamente sì. Servono innesti, almeno due-tre pedine di spessore? Chiaro. Pirlo deve ancora lavorare tanto? Probabile. La situazione è disperata? No. 

Sampdoria-Pisa si è srotolata dandoci un vero e proprio antipasto di quella che sarà la Serie B. La squadra di Aquilani in ciò è stata esemplare: ero sicuro che avrebbe impostato così l'incontro. Reparti stretti, vicini e corti, pressing alto e martellante, ripartenze rapide e soprattutto una continua, costante perdita di tempo sistematica. I toscani hanno attuato tale tattica maniera scientifica, facendo andare il sangue al cervello ai 19mila del Ferraris e pure agli undici blucerchiati in campo. Ad un certo punto, ho contato tre (tre!) giocatori a terra in maglia gialla, sparsi su tre angoli diversi del campo. Innervosisce, certo: ma hanno avuto ragione loro. Con questo sistema hanno spezzato sistematicamente il ritmo doriano, quando i ragazzi di Pirlo a fatica riuscivano a trovarlo. E hanno portato a casa tre punti. 

La Samp la partita l'ha persa così, per merito delle mosse di Aquilani, capace di imbrigliare Pirlo, e per l'atteggiamento del Pisa. Intendiamoci, non voglio partecipare al qualunquismo de 'i passaggetti del Maestro hanno già stufato'. In Italia invochiamo a gran voce la rivoluzione culturarel calcistica, e al primo intoppo iniziamo a sbraitare. Poi, chiaro, nell'analisi del match pesano anche gli errori dei singoli. Si tratta di inciampi in grado di indirizzare una gara, perché senza la papera di Stankovic, il primo tempo si sarebbe chiuso sullo 0-0, e forse oggi staremmo raccontando un'altra partita.

A proposito della svista del giovane portiere, vale lo stesso discorso fatto a suo tempo per Audero: un numero uno così acerbo e inesperto non si valuta da uno sbaglio con i piedi all'esordio, men che meno dopo novanta minuti in cui, peraltro, non ha commesso altri svarioni. Ha fatto pure una bella parata. Non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore [cit.]. Poi ovvio, nelle pagelle il voto deve risentire di una tale incertezza. Ma manteniamo equilibrio. Anzi, devo ammettere un mio errore: nelle pagelle post gara ho dato a Verre 6,5. C'è un motivo, non avevo rivisto il gol. In presa diretta non mi ero accorto del movimento del centrocampista, che inganna il portiere. C'è un concorso di colpa con Stankovic. L'ho notato soltanto a casa, quando ho rivisto le azioni, se me ne fossi reso conto il giudizio sarebbe stato più basso. Ve lo dovevo.

Non voglio minimizzare Samp-Pisa: è evidente che ai blucerchiati servano una punta con l'istinto assassino d'area di rigore (il mancato controllo di La Gumina in area è l'esempio lampante delle caratteristiche che deve avere un giocatore in quella zona di campo), e almeno un centrocampista di spessore. Più possibilmente un centrale di livello. Facile, direte voi: sì, ma se il Doria ha trattato per settimane Ferrari, Pereyra e Coda, mi aspetto che anche gli uomini mercato genovesi abbiano notato le stesse mancanze che sto evidenziando io. C'è ancora una settimana, poi tireremo le somme. Non è da un Sampdoria-Pisa sbilenco di fine agosto che si valuta una squadra. Un giocatore - ma anche una squadra - li vedi dal coraggio, dall'altruismo e dalla fantasia. Ecco, adesso potremo testare se simili caratteristiche la Samp di Pirlo le ha già. Mercoledì arrriva il Venezia. Per sbraitare contro la costruzione dal basso, se mai, avremo tempo.

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