109
Facciamo un gioco: prendiamo la rosa attuale della Juventus e accostiamola ai nomi di Sarri e Pochettino, i due nomi più caldi del momento per il dopo Allegri. Mi perdonino tutti gli juventini più ostinati, quelli che ancora sognano Guardiola. O Klopp. Semplicemente non oso.
Dicevo della rosa della Juve e di Sarri e Pochettino. Per quale dei due allenatori sarebbe più adatta? Con chi dei due servirebbe tornare pesantemente sul mercato? Con Maurizio o con Mauricio?
 
CON MAURIZIO - Credo sia giusto partire dall’ipotesi Maurizio. Capello dice di no, che la Juve non ha gli esterni veloci per Sarri. Andrebbe meglio la Roma secondo lui. Eppure se leggiamo la rosa bianconera compaiono i nomi di Douglas Costa,  Cuadrado e Bernardeschi, che lenti lenti proprio non sono. Certo, non è la batteria di esterni da paura del Chelsea (Hazard, Pedro, Willian, Hudson-Odoi) ma si potrebbe sempre aggiungere Ronaldo così, ad effetto. Con Sarri in realtà si aprirebbe naturalmente il dibattito sul ruolo di CR7 nel 4-3-3: c’è già chi lo ripensa a sinistra, dove ancora ama defilarsi e chi invece lo vorrebbe centravanti puro, come Higuain al Napoli. Nel primo caso toccherebbe probabilmente più a Dybala che a Mandzukic posizionarsi al centro dell’attacco, nel tentativo di emulare, a modo proprio, le gesta di Mertens. L’argentino tornerebbe così a fare la punta, come abbiamo visto quest’anno all’Old Trafford. Sotto, nell’immagine, troviamo addirittura Ronaldo a destra e Cuadrado a sinistra, mentre Dybala attacca la profondità. Con Sarri, tuttavia, gli esterni svarierebbero molto meno in orizzontale da un lato all’altro del campo, rispettando maggiormente le loro aree di competenza.  



Una soluzione più ortodossa sarebbe CR7 centravanti, con Douglas Costa a sinistra e Bernardeschi o Cuadrado a destra. Fuori Dybala, o al limite a destra, dove proverebbe a smentire, grazie a Sarri e al suo contesto di gioco differente, tutti coloro che ancora non lo vedono (e per ora con validi motivi) esterno d’attacco. Ai movimenti innati e letali di CR7 si aggiungerebbero gli automatismi di reparto di Maurizio Sarri, ben evidenti anche nella finale contro l’Arsenal. Se qui sotto in Hazard volessimo vedere Douglas Costa, in Giroud CR7 e in Pedro Bernardeschi o Dybala, non ci sbaglieremmo più di tanto. 



Una vita un po’ più complicata con l’ex tecnico del Napoli avrebbe probabilmente Mandzukic, il pupillo di Allegri. Con Sarri il croato verrebbe schierato solamente in un ruolo, da centravanti, e all’inizio probabilmente come terza scelta. La musica cambierebbe. E non fate l’errore di pensare a lui nei panni di Giroud. Sono molto diversi.  
 
CR7, HAI MAI SENTITO PARLARE DI BIG MAC? – Noi italiani, poi, non dovremmo scordarci della storia di Sarri. Potremmo andare oltre e ben al di là del magnifico 4-3-3 di Chelsea e Napoli, che certamente conosce anche CR7. Maurizio Sarri alla Juventus infatti potrebbe sorprendere tutti tornando al sistema di Empoli, il 4-3-1-2, con trequartista, rombo a centrocampo e le due punte. Un modulo, tra l’altro, adottato da Allegri più e più volte nel corso di questa stagione. Così facendo Sarri sarebbe in un certo senso in continuità nella discontinuità di fondo. Ma se state pensando ancora a Dybala tuttocampista, vi fermo subito. La novità sarebbe Ramsey sulla trequarti e Dybala e CR7 nel tandem, anziché CR7 e Mandzukic. Sotto, un Milan-Empoli del 2015.
 


CR7, che va per i 35, farebbe un po’ il Big Mac della situazione, con Dybala a fianco tipo Pucciarelli. Ilarità a parte (si scherza anche, ogni tanto), potremmo assistere davvero a un 4-3-1-2 diverso, fatto di combinazioni rasoterra e giochi a due vicino o dentro l’area piuttosto che di cross, torri e palle alte, come chiedeva Allegri.
 


Il resto della squadra poco cambierebbe: Pjanic sempre regista, in difesa Cancelo (o De Sciglio, se vuole bloccare un terzino), Bonucci, Chiellini e Spinazzola, con Emre Can in versione Allan/Kanté/Vecino da interno destro. In caso di 4-3-3, a differenza del 4-3-1-2 nel quale sarebbe coinvolto, Bentancur lascerebbe il posto di mezzala sinistra a Ramsey, accomodandosi in panchina.  
 
CON MAURICIO – Non so come la pensiate voi, ma io credo che un ipotetico approdo di Pochettino alla Juventus, al contrario e paradossalmente, richiederebbe più interventi sul mercato. Si tratta di un’osservazione spiazzante, me ne rendo conto. Credetemi, non vuole essere una provocazione. La vulgata parla di Pochettino come di una soluzione più soft, moderata, meno integralista. Anche all’aspetto e nelle maniere, Pochettino sembrerebbe ‘più da Juve’. Inoltre è bravo a leggere le partite (un elemento chiave per fronteggiare eventuali rigurgiti nostalgici), non insiste sempre e solo con lo stesso modulo, gli stessi giocatori. Passa dalla difesa a quattro a quella a tre quando l’occasione lo richiede, magari anche nel corso della stessa gara. Insomma, ci sarebbero tanti elementi di continuità, stando alle apparenze.

Il problema è il suo stile di gioco,
che richiede e prevede la presenza di marmo in mezzo al campo.
Dal suo arrivo al Tottenham a oggi, Pochettino ha sempre cercato di appesantire, anno dopo anno, la mediana. Da Mason e Bentaleb a Dembélé e Dier, da Dembélé e Dier fino ai Wanyama e Sissoko visti contro il City nel ritorno dei Quarti in Champions.  Persino un giocatore d’acciaio come Emre Can impallidisce al confronto di questi ultimi due. Lo stesso Matuidi è diverso, benché sia di quantità. Matuidi è più uno sgobbone che un pilastro di centrocampo. Inoltre il rapporto qualità-forza di Sissoko e Wanyama è decisamente superiore. Non sarebbe replicabile in alcun modo allo stato attuale.  



Il fatto è che per il gioco di Pochettino questa fisicità in mezzo è strettamente connessa e in relazione al dinamismo delle quattro frecce davanti. Non importa come vengano schierate in partenza, se col 4-2-3-1 o col 4-3-1-2 (con Alli mezzala). Lucas, Son, Alli ed Eriksen godono di libertà sorprendenti, e queste libertà riposano, poggiano sulla garanzia dei due mediani. Spesso poi il Tottenham si presenta in attacco alzando pure i due terzini contemporaneamente, allora è chiaro che Sissoko serve, bloccato tra attacco e difesa. 



La fantasia in velocità, la tecnica sopraffina è praticamente tutta delegata ai quattro davanti. Non c’è spazio per registi alla Pjanic (forse, però, Pjanic potrebbe essere avanzato ‘alla Eriksen’). Il talento di Dybala è troppo delicato e sognante, buono per altri spartiti. Verrebbe travolto. Mandzukic invece potrebbe essere utilizzato come Llorente, non di più. Dunque un ripiego, per i mali estremi. Ramsey sì, sulla scia di Alli ci potrebbe stare. Mentre Douglas Costa e/o Bernardeschi e/o Cuadrado saprebbero interpretare il ruolo di esterni come Son e Lucas? Saprebbero convertire il loro bisogno di ampiezza nella sete di verticalità nello stretto richiesta da Pochettino? Gli esterni di Pochettino oggi come oggi potrebbero tutti giocare da prima punta. Douglas Costa no, al momento.  
 


E  infine Ronaldo. Che ne sarebbe di CR7 con Pochettino? Al di là della fase offensiva dove il suo talento e il suo fiuto lo aiuterebbero ad adattarsi ancora una volta, lavorando a metà strada tra Kane e Son, che ne sarebbe di lui durante le fasi insistite di pressing estremo? Ma avete visto come aggredisce il Tottenham? Va bene che CR7 è un alieno, ma è pur sempre un alieno di 34 anni.