Con il 2-0 al San Paolo di ieri sera, il Sassuolo esce agli ottavi di Coppa Italia e incappa in un'altra sconfitta, la terza consecutiva dopo Roma e Atalanta. Il Napoli dunque passa il turno e accede ai quarti contro il Milan. Vittoria preannunciata, del resto, sia dalle numerose assenze tra gli uomini di De Zerbi (Marlon, Ferrari e Di Francesco su tutti), sia dalla forza effettiva dei partenopei. A questo punto della stagione però, va fatta un'ulteriore considerazione: è un Sassuolo che non sa battere le big

Come fa una squadra che vuol competere per un posticino in Europa a non riuscire mai, ma proprio mai, a sgambettare le grandi? Fateci caso: a parte l'1-0 di inizio anno con l'Inter, il Sassuolo ha sempre perso i duelli con le prime della classe. E al massimo pareggiato con le squadre di fascia medio-alta (Samp, Fiore, Toro), per non parlare dei kappaò con Parma e Atalanta. De Zerbi nel post partita di ieri ha detto che se il Sassuolo avesse fatto 30 punti anziché 25, non ci sarebbe stato niente di male, ma sarebbe stato un capolavoro. Qualche pareggino poteva trasformarsi con poco in una vittoria (allude probabilmente alla gara con la Fiorentina). Parole forse un po' comode, di chi sfrutta con realismo una classifica che procede a rilento sotto le prime tre (attualmente il sesto posto, ovvero l'accesso in Europa League, è guarda caso a 30 punti: la Roma). Senza nulla togliere al lavoro fatto da De Zerbi, un grande lavoro, occorre però riflettere sui motivi veri di quei 25 punti.  Il Sassuolo al momento non è da Europa perché non è riuscito a conquistare punti con le grandi. E' in uno strano limbo: nettamente superiore per gioco e giocatori alle piccole e medio-piccole, uguale e diverso alle squadre che competono per l'Europa (a parte l'Atalanta), senza exploit quando incontra le più forti. Ed è quest'ultimo punto che alla fine incide.

Se facessimo infatti un rapido confronto con la stagione 2015/2016, l'anno del sesto posto di Di Francesco, noteremmo subito questa differenza. Allora il Sassuolo nel girone d'andata vinceva col Napoli (2-1), con la Lazio (2-1), con la Juve (1-0), con l'Inter (0-1), e in alcuni casi replicò o si vendicò pure nel ritorno. Senza peraltro mai prendere imbarcate.
 
Bisognerebbe però, per correttezza, ricordare che quello non era certo il primo anno di Di Francesco, mentre De Zerbi siede soltanto da questa estate sulla panchina del Sassuolo. Inoltre Di Francesco poteva contare su una difesa molto più solida, soprattutto per quanto riguarda i terzini (Peluso e Vrsaljko vs Rogerio e Lirola). Da questo confronto col passato, possiamo trarre almeno due conclusioni: occorre subito rafforzare la difesa (un terzino e/o un centrale), occorrerà attendere forse il secondo anno di De Zerbi per sognare davvero. Intanto si potrebbe ricominciare a sorprendere qualche big, che non fa male, magari proprio a partire da sabato sera contro l'Inter.