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Ho visto un Sassuolo energico al Ferraris, un Sassuolo dal timbro forte e possente, un Sassuolo di ferro. Nel giro di pochi giorni, la squadra ha saputo trasformare l’umiliazione del gol di Leao in furore agonistico. Un corpo mutilo in un cyborg, sotto la pioggia incessante di Marassi. Solo così d’altronde poteva pensare di battere una Sampdoria che, non va dimenticato, finora aveva sconfitto nell’ordine Fiorentina, Lazio, Atalanta, Verona e Crotone. Cinque vittorie per i blucerchiati, sei per i neroverdi prima del calcio d’inizio: giusto per capire l’importanza e la difficoltà di questo match prenatalizio. A Genova è stato un Sassuolo che ha fatto ruggire il suo “spirto guerrier”, scomodiamo pure il Foscolo oggi. Ed era bellissimo da vedere, emozionante, palpitante. Vivo come sa esserlo soltanto una creatura fiera e sensibile, onesta con sé stessa innanzitutto. Così ha vinto con merito il Sassuolo (2-3), e contro una squadra che al 74’, per dire, aveva ancora un po’ di assi nella manica da giocare, i vari Keita Balde e Candreva da buttare nella mischia per il forcing finale.
 
Il quarto posto a Natale, a meno uno dal terzo, non credo sia mai successo. Questi ragazzi vanno applauditi, tutti, e con loro tutto lo staff tecnico. Merita una menzione particolare stavolta Junior Traorè. È da tre partite a dire il vero che è cambiato qualcosa nel suo modo di stare in campo. Per essere precisi da Fiorentina-Sassuolo, quando ha ritrovato la titolarità dopo un periodo bigio (non partiva nell’undici dalla settima giornata, Sassuolo-Udinese). Anche col Bologna, anche a Napoli aveva giocato dal primo minuto, ma non aveva ancora mostrato questa personalità. Nelle ultime tre partite invece ho visto un Traorè più autorevole, un Traorè finalmente in grado di esprimere tutto o quasi il suo potenziale. Sta ritrovando la freschezza di Empoli, ripulita però dalle ingenuità che commetteva a Empoli. Al Sassuolo infatti il primo anno non è sbocciato come speravo e credevo, l’ho visto come trattenuto, quasi intimidito e perso nel contesto più qualitativo della squadra di De Zerbi. Nondimeno lo scorso anno è riuscito a segnare lo stesso 4 gol in campionato, raddoppiando il ‘record’ fissato nella stagione dell’esordio in massima serie. Ebbene sembrava essersi normalizzato il suo talento, e stabilizzato anche durante questa stagione. Poi qualcosa si è sbloccato, forse col gol di Firenze. Dopodiché Junior è stato il migliore dei neroverdi anche col Milan. E contro la Samp... Contro la Samp alla tecnica ha abbinato finalmente la libertà, la fantasia. Ha segnato, ha giocato da dio. Nel ranking giocatori della partita figura al primo posto alle voci dribbling (3), passaggi chiave (3), passaggi ¾ riusciti (14); al quinto posto per palloni giocati (66) ecc.. potremmo andare avanti ancora molto ad elencare altri dati significativi. Ma più di tutto conta l’impressione, la sensazione nuova che ti dà quando va incontro al pallone. Quel primo tocco imprevedibile e giustissimo…