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Prima dell’acquisto a sorpresa di Maxime Lopez avevo definito il mercato estivo del Sassuolo commovente e conservativo. Commovente per lo sforzo di trattenere giocatori ormai top, più che pronti per le note big interessate, ma al tempo stesso conservativo perché di fatto mancava ancora quel pizzico di aggiornamento che sempre è necessario per alzare l’asticella. Contentissimo di Ayhan, beninteso, curioso di Schiappacasse, ero ugualmente non dico preoccupato ma per lo meno lievemente inquieto. Il Sassuolo post lockdown era stato troppo bello per rimanere identico a sé stesso. La banda di De Zerbi correva il più subdolo dei rischi: cambiare poco o nulla in attacco. Un trappolone mentale, un paradosso: perché ritoccare ciò che funziona?
 
Invece con l’acquisto del francesino la macchina dello stupore si è rimessa in movimento. Nuove soluzioni, ricchezza di soluzioni. La partita splendida vinta stupendamente col Bologna (3-4) ne è una sorta di primo documento. Nostro dovere è cogliere, registrare questa prima importante differenza rispetto allo scorso anno. Si cresce a sbalzi, tramite rotture di continuità. Quando nella ripresa di Bologna-Sassuolo i neroverdi hanno spinto l’acceleratore grazie ai cambi di De Zerbi (Ayhan, Maxime Lopez e Raspadori al 61°, poi Obiang all’ 81°), ho avuto la sensazione che la nuova stagione incominciasse precisamente da lì. Le vittorie precedenti, benché importanti e tutt’altro che scontate, avevano infatti un sapore strano, quasi già datato. Questa no. È come quando ti aggiornano un sito tra i tuoi preferiti: magari sei ancora un po’ affezionato alla grafica precedente, però capisci subito che la nuova è molto più figa e ci sta di brutto. Cos’è cambiato dunque? Ayhan e Maxime Lopez sono giocatori intelligentissimi e soprattutto peculiarmente duttili.

Il primo, pur essendo un centrale, ieri è entrato al posto di Muldur, il terzino destro del 4-2-3-1, e ha giocato in una posizione ibrida, un po’ terzino un po’ braccetto (in campo c’erano anche Ferrari e Chiriches). Questo espediente ha promosso una maggiore spinta sulla sinistra: Kyriakopoulos, tornato al suo meglio, è risultato decisivo nel gol vittoria. D’altra parte Ayhan non era propriamente bloccato, ogni tanto si prendeva qualche licenza lungo la destra. Ha portato una diversa fisicità in fascia rispetto a Muldur, e anche un diverso tipo di palleggio e costruzione.
Anche Lopez, come dicevamo, ha cambiato pelle al Sassuolo al suo ingresso in campo. Entrato al posto di Traorè, si è sistemato subito al fianco di Locatelli, con Djuricic che lasciava la trequarti a Raspadori (il terzo innesto del 61°) e si andava a collocare a sinistra. E così il Bologna ha perso definitivamente il pallino nella fase centrale della ripresa, come dimostrano i dati sul possesso fra 15° e 30° del secondo tempo (1’24 per il Bologna, 4’09 per il Sassuolo). Nessun interditore specializzato a centrocampo, tutta la mediana nelle mani di due palleggiatori finissimi come Maxime Lopez e Locatelli. Un tripudio della tecnica, considerando che in fascia c’era Djuricic e non un esterno puro, tipo Boga. Bologna insomma accerchiato dalla tecnica dei neroverdi. È come se Maxime Lopez, garantendo fantasia e palleggio in mezzo, valorizzasse al massimo l’opzione Djuricic a sinistra, già rivelatasi decisiva ad esempio contro lo Spezia. Non a caso Djuricic è tornato a segnare anche contro il Bologna partendo proprio da quella posizione, e tra l’altro con un movimento magnifico senza palla ai danni di Tomiyasu (riguardate come cambia direzione in corsa leggendo l’opposizione del giapponese). Ma non è finita qui. Ribaltata la partita, De Zerbi, per assicurarsi la vittoria ha rinforzato la mediana inserendo Obiang e avanzando Maxime Lopez sulla trequarti. Djuricic è sceso e Raspadori è passato a sinistra. Insomma, in un'unica partita il tecnico del Sassuolo ha utilizzato ben quattro giocatori in grado di fare i trequartisti, tre dei quali anche gli esterni. E in panchina ce n’era un altro, Defrel…
Tutto questo per dire che Maxime Lopez è molto più di un nuovo acquisto. È un moltiplicatore di varianti. È il lievito del Sassuolo 20/21.