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Al Milan sono matti: tutti faticano a valutare il post lockdown, loro ci basano il futuro. La conferma di Pioli arrivò indirettamente proprio durante Sassuolo-Milan, quando l’agente di Rangnick Marco Kosicke rese pubblica in Germania la fine della trattativa col club rossonero. Allora sembrò tutto piuttosto casuale, una coincidenza, e forse effettivamente lo era. Oggi però viene il dubbio. 
Secondo La Gazzetta dello Sport, l’intenzione del tedesco era quella di guidare il Milan per un anno, poi fare un passo indietro, come a Lipsia, lasciando la panchina a un allenatore di suo gradimento. La prima scelta era Gasperini. Un progetto irrealizzabile. Quindi Rangnick avrebbe pensato a De Zerbi, l’attuale tecnico del Sassuolo.
 
Il retroscena è gustoso, vero o falso che sia. Non ci sarebbe nemmeno contraddizione col rinnovo di De Zerbi, avvenuto ufficialmente il 30 giugno. Rinnovo di un solo anno appunto, giusto il tempo di vedere all’opera Ralf lo sviluppatore. Un po’ di Ralfball poi Dezerbismo a gogò.
 
In ogni caso questa notizia carica di significati e allusioni la sfida andata in scena il 21 luglio tra Sassuolo e Milan. Pioli aveva di fronte l’eletto, Ibra la sua fine. E se avessero vinto i neroverdi, cosa tutt’altro che impossibile? Ma davvero i rossoneri hanno capito in quel momento che bastava Pioli? In base a cosa, all’espulsione di Bourabia? Mi sembra tutto un po’ bizzarro. Comunque. Fosse vero, avevano una grande occasione e l’hanno sciupata. Contenti loro, contenti tutti. Potevano emulare il Lipsia con De Zerbi sulle orme di Nagelsmann, invece niente. De Zerbi ce lo teniamo volentieri noi. Tra l’altro un po’ di tempo fa La Gazzetta dello Sport parlò di una formula simile facendo però il nome dello stesso Nagelsmann. Rangnick che portava Julian al Milan. I casi sono due: o Rangnick aveva un po’ di confusione in testa (passare da Nagelsmann a De Zerbi via Gasperini..) o sono tutte (o quasi) fantasie.