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"Chi segue gli altri non arriva mai primo". Citazione di? Gianluca Scamacca. Filosofo? No, bomber. Dell'Ascoli, in prestito dal Sassuolo. 21 anni, idee belle chiare e nessun modello da seguire. Scamacca si fa strada da solo, a suon di gol: 13 con i bianconeri, che a tre giornate dalla fine della Serie B stanno lottando per evitare i playout trascinati da questo ragazzone di quasi due metri: "Sì, è la miglior stagione della mia carriera. La prima da protagonista" ha raccontato a Calciomercato.com.

4 vittorie nelle ultime 4 partite. 
"Non pensiamo ai playoff, vogliamo conquistare quella salvezza che fino a qualche tempo fa era un obiettivo difficile da centrare. Arrivati a un certo punto ci siamo guardati dentro noi stessi e l'arrivo di mister Dionigi ha fatto il resto".

Ha iniziato a giocare nel quartiere romano di Fidene insieme a Davide Frattesi, anche lui di proprietà del Sassuolo e in prestito all'Empoli.
"Ero un bambino come tanti, molto vivace. Giocavo per strada o nel campetto dell'oratorio. Un giorno il papà di un mio amico mi disse di andare nella scuola calcio del Delle Vittorie, dove c'era anche Frattesi. Quello è stato il momento in cui ho iniziato a giocare davvero a calcio. Con Davide ci conosciamo perché mio padre e suo zio sono cresciuti insieme, noi siamo rimasti legati e l'anno scorso siamo anche andati in vacanza insieme a Ibiza".

Lei è cresciuto tra Lazio e Roma, ci racconta il passaggio da una parte all'altra della capitale?
"Ero da tre anni in biancoceleste, partecipammo a un torneo estivo che vinse la Roma. Io ero il capocannoniere del torneo, mi contattarono i giallorossi e l'anno dopo passai alla Roma. Avevo 13 anni".

Giovanissimi e Allievi Nazionali, poi a 16 anni il trasferimento in Olanda al Psv. 
"Era un periodo nel quale in Italia non si puntava molto sui giovani, avevo la possibilità di cambiare e poter fare un’esperienza importante fuori. Mi sono detto 'perché no?', non avevo nulla da perdere. E' una scelta che rifarei, senza dubbio". 

L'avevano cercata altre squadre?
"Il Manchester United, ma il Psv non voleva vendermi perché ero appena arrivato".

Nelle giovanili del club olandese è stato allenato da Ruud van Nistelrooy, che effetto le ha fatto vederlo la prima volta?
"Appena arrivato al campo d'allenamento ho incontrato prima van Bommel e poi lui. Ero così tanto emozionato che non ho detto nulla, sono rimasto impietrito".

Chi era il compagno col quale aveva più rapporto?
"Ero diventato molto amico con Leandro Fernandes, che adesso gioca nella Juve Under 23. Quando mi allenavo in prima squadra parlavo molto con Depay, ora la Lione".

Col Psv ha partecipato anche al Torneo di Viareggio, ci racconta un aneddoto?
"Nella partita col Milan Donnarumma ha provato a farmi un dribbling, io gliel'ho portata via e ho fatto l'assist per il gol di un compagno. Alla fine di quella stagione sono andato all'Europeo Under 17 sotto età e in Nazionale ho ritrovato Gigio, quando mi ha rivisto mi ha detto 'Strunz' ".

Poi il ritorno in Italia, al Sassuolo, col quale il Torneo di Viareggio lo conquista da protagonista: tre gol più il rigore decisivo in finale.
"E' stata una bella soddisfazione. Il Viareggio è un torneo importante per la Primavera, il Sassuolo era la prima volta che lo vinceva".
29 ottobre 2017: debutto in Serie A. Se lo ricorda?
"Eh sì! Ricordo lo stadio pieno e Bucchi che mi disse 'vatti a scaldare che entri'. Da quel momento non ho sentito più nulla, era come se fossi entrato in una bolla di sapone. Ho giocato un quarto d'ora, ma è stato il più lungo della mia vita".

Chi era il giocatore che le dava più consigli?
"Magnanelli, Pellegrini e Cannavaro, col quale ogni tanto ci sentiamo ancora oggi. Mi dicevano che avevo un enorme potenziale, e che se non fossi arrivato ad alti livelli sarebbe stata solo colpa mia".

Che ricordi ha del Mondiale Under 20 dell'anno scorso?
"Italia-Ucraina, semifinale. Minuto 77: allungo la gamba per prendere la palla su un cross un po' lungo e mi stiro al flessore. Mi faceva malissimo, zoppicavo. Il ct Nicolato dalla panchina mi chiese se volevo uscire ma gli dissi che sarei riuscito a rimanere in campo. Eravamo sull'1-0 per loro ma avevo una sensazione strana, come se da un momento all'altro arrivasse il gol. Al 90' ecco una palla alta al limite dell'area, io mi appoggio sul difensore e la stoppo di ginocchio; poi in semirovesciata la piazzo sotto la traversa. Un gol bellissimo. L'arbitro va al VAR e... l'annulla per fallo sul difensore. Doppia fregatura". 

E' vero che Nicolato vi faceva vedere il film 300 per caricarvi?
"Sì, era un nostro rito prima della partita. Ci mandava il video di uno spezzone del film sul gruppo Whatsapp".

Chi è il suo modello?
"Non ne ho uno vero e proprio, mi piace molto Dzeko; negli ultimi tre anni ha segnato più di 100 gol, io lo seguo dai tempi del City. Secondo me ad oggi rispecchia l'attaccante moderno che sa giocare lontano dalla porta e fare assist, ma allo stesso tempo segna tanto. E' un attaccante completo". 

In molti la paragonano a Ibrahimovic, ci si rivede?​
"E' un grande onore essere accostato al 'dio del calcio', ma preferisco costruirmi la mia strada con la mia identità".

Il Sassuolo vuole riportala in rosa, si sente pronto per la Serie A?
"In questo momento non ci sto proprio pensando. Abbiamo ancora un obiettivo importantissimo da raggiungere con l'Ascoli e che non possiamo lasciarcelo sfuggire”.

E' un collezionista di maglie?
"No, quella alla quale tengo di più è la mia. La maglia azzurra della finale dell'Europeo Under 19 Italia-Portogallo: a livello giovanile siamo sempre stati un po' indietro rispetto ad altre nazionali, quella volta invece avevamo dimostrato di essere superiori".

Hobby fuori dal campo?
"Passo molto tempo con gli amici e quando torno a Roma mi coccolo i due cani: Ettore (il mio) e Alice (di mia madre)".

Dove si vede tra 10 anni?
"Non lo so, ma a quell'età sarò realizzato e senza rimpianti".