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Sconcerti, è un campionato falsato. Lo decidono i cinque cambi.
"L’ho chiamata la tassa sui poveri. L’ho scritto per primo, ora c’è la coda. Vorrei che mi fosse spiegato perché ci sono i cinque cambi. I cinque cambi sono nati da un’esigenza atletica nella Serie A post-lockdown, si ricominciava dopo tre mesi e con tre partite a settimana. A che e a chi servono ora?".

Sarebbe troppo facile risponderti che servono ai ricchi per aumentare il divario dai poveri.
«Ok, ma ripeto: perché abbiamo cambiato una regola fissa del calcio? Per qualche ragione? Qualcuno me lo deve spiegare».

Da chi ti aspetti una reazione?
«Dalla FIGC».

Auguri.
«Io faccio di mestiere la cattiva coscienza del calcio. Chiedo ufficialmente al presidente Gravina il perché dei cinque cambi anche se non c’è un’emergenza atletica. Mi chiedo: ma bisogna dare ancora questo vantaggio alle squadre che possono permetterseli? Ma perché? Quale è la ragione? Non c’è più l’emergenza. E che facciamo? Se ci sono 10.000 contagiati al giorno allora saliamo a dieci cambi? C’è qualcosa che non torna. E questa è una tassa sui poveri. E’ una regola che esce dalla logica del calcio. Io non posso vedere entrare Hakimi, Sanchez, Nainggolan e Sensi. E dall’altra parte Cutrone e Lirola, che peraltro sono buoni giocatori. Non c’è gara».

Parliamo di calcio giocato. Che ne pensi della seconda Juve di Pirlo?
«La Juve di Sarri giocava molto meglio. Soprattutto era una squadra. Il gol del 2-1 nasce da una punizione a favore dei bianconeri. Ronaldo chiama Kulusevski a battere una punizione. Kulusevski con 18 giocatori in area, la batte sulla testa del primo romanista. E questo lascia solo Cuadrado a difendere con tre avversari. Questo tipo di errore con Sarri non sarebbe successo. La batteva Pjanic e il pallone sarebbe finito in mezzo».
Cosa non funziona in questa Juve?.
«Non può essere una squadra con Rabiot e McKennie a centrocampo e con Ramsey che fa il vertice alto del triangolo davanti. Tu per fare quel ruolo devi essere Totti. E Ramsey non lo è. Intendiamoci: è un ottimo giocatore, ma non determina niente. La Roma è andata a spasso. Pedro, Mikitharyan e Dzeko, sono tre giocatori di qualità superiore. Pellegrini, seppure fuori ruolo, e Veretout hanno diviso in due la Juve. Guardo questa Juve e penso alla pallacanestro».

Cioè?
« La Juve è divisa in due. Come nelle partite di pallacanestro, con il play che va avanti, la passa all’ala, che gliela restituisce, ma poi quando si tratta di andare a canestro l’arbitro fischia i passi. La Juve è divisa in due tronconi. C’è una difesa di trentacinquenni e un attacco di over 30, in mezzo galleggia il centrocampo. La differenza di età tra due reparti e il terzo crea sempre un’azione fuori sincro, insomma, un fallo di passi, come nella pallacanestro».

In due giornate il Napoli ha segnato 8 gol senza subirne alcuno. Gattuso è partito col botto.
«Vero, è partito bene, ma quando sento parlare di 4-2-3-1 penso che sono solo slogan. E’ partito così col Genoa, ma quando è uscito Insigne è entrato Elmas, un centrocampista puro. E stai sicuro che domenica sera a Torino con la Juventus avrà un atteggiamento più cauto».

Per chiudere: come andrà a finire Suarezzopoli?
«Mi sono trovato d’accordo con Cantone, che ha sospeso l’inchiesta. Stava prendendo una brutta piega. Detto questo, tutta la faccenda resta un caso straordinario. La domanda di fondo non è se la Juve è colpevole o meno. Ma è: perché e come può succedere che un gruppo di professori sia tutto d’accordo per un illecito? Questo ci si deve chiedere per capire cosa è successo».