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    Sconcerti a CM: 'Il Milan ha dominato a Napoli, ma in Italia non esistono grandi squadre. Se la miglior Juve è questa...'

    Sconcerti a CM: 'Il Milan ha dominato a Napoli, ma in Italia non esistono grandi squadre. Se la miglior Juve è questa...'

    • Furio Zara
    Sconcerti, la sensazione dopo la sfida-scudetto del Maradona è che il Napoli sia tagliato fuori. 
    «A Napoli domenica sera ha dominato il Milan, per questo oggi il Napoli sembra rimasto indietro, al di là dei punti che lo separano da Inter e Milan, che sono comunque pochi. Di sicuro la sconfitta sa tanto di occasione mancata. Al Napoli sono mancate le due ali e anche Zielinski, che doveva dare una mano al centrocampo. E il Milan ha vinto anche grazie alle intuizioni di Pioli».

    Qual è la sorpresa tecnica del Milan?
    «Il Milan ha giocato con tre centrocampisti puri, e il 4-3-3 è stato una novità assoluta. E credo che Pioli andrà avanti così. Tieni conto che Brahim Diaz non ha la caratura di giocare titolare in una grande squadra, è di sicuro un’ottima riserva. A Napoli Pioli in quel ruolo ha schierato Kessie, già provato in passato in un paio di occasioni: Kessi ha fatto il suo lavoro su linee di gioco assai diverse, ma ha fatto una buona partita ed è stato importante per il gioco dei rossoneri».

    Intanto la Juve continua a vincere da Juve: con il minimo scarto.
    «Sì, ma è un falso problema. La Juve è migliorata, ora è alla pari con le prime tr. Pur con il suo gioco, pur con i suoi limiti: la Juve equivale le prime. Ma ha 7 punti in meno delle prime. E se è questa la miglior Juve, non credo sia in grado di fare tanto di più».

    Chi sta giocando il miglior calcio in Italia?
    «Le prime tre, a tratti l’ha giocato l’Inter, qualche volta il Napoli, altre volte il Milan. Ma io mi chiederei invece come mai ci sono quattro squadre superiori alle altre. Sono troppe. Negli altri campionati d’Europa comandano una, due squadre, non di più. La verità è che se tutte sono grandi squadre, nessuna lo è. Per la gente di quelle squadre è un bel campionato, perché è incerto e aperto, e in fondo anche divertente».

    Domani l’Inter a Liverpool può fare l’impresa?
    «E chi lo sa. Karl Popper - il grandissimo filosofo della scienza - si affacciava sul proprio giardino e diceva: dentro ogni ciuffo d’erba c’è il caos. Ecco: cercare di dare ordine ai ciuffi d’erba è un azzardo, nel calcio è davvero possibile tutto. Il Liverpool è nettamente più forte ma l’Inter è una squadra che ha nelle sue possibilità quella di fare una grande partita».

    Una considerazione sulla lotta per non retrocedere. Pensi che le ultime tre siano già spacciate?
    «C’è un dato. Negli ultimi dieci anni nessuna squadra sotto i 20 punti - a questo punto della stagione, dopo 28 partite - si è salvata. L’anno scorso il Parma ne aveva 19 e il Crotone 15, e andarono giù. Il Cagliari terzultimo 22  si salvò ai danni del Benevento che ne aveva 29. Occhio, quello del Benevento fu un crollo; ma il Cagliari - di punti - ne aveva comunque più di 20. Questo per dire che vedo poche possibilità per Genoa e Salernitana, mentre può sperare il Venezia, che ha 22 punti, e anche se viene da un periodo negativo, può fare la corsa sullo Spezia».

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