Il sorpasso dell'Inter sul Milan, la corsa alla Champions. La mossa vincente di Spalletti. La prima sconfitta della Juventus, l'Ajax da affrontare ai quarti. Il caso Icardi e le sue conseguenze. E la Nazionale di Mancini, così simile a quella di Vicini negli anni 80. Di questo e di altro - stimolati dalle domande dei lettori di 100° Minuto - abbiamo parlato con Mario Sconcerti.

Sconcerti, chi l’ha vinto il derby?
"Spalletti, con una buona invenzione, quella di Vecino messo alle spalle di Paquetà, in un ruolo da trequartista-ala. E’ stata la mossa che ha deciso la partita. Vecino ha avuto il merito di segnare il gol che ha rotto l’equilibrio, e lui questi gol pesanti li fa, e poi ha costretto Paquetà ad un lavoro che non sa fare. E così ha tolto un uomo a Gattuso".

L’Inter ti ha impressionato?
"E’ una squadra che deve trovare continuità, ma in questo senso il derby conta persino poco. Se giocasse sempre così sarebbe una grande squadra, ma la domanda è: perché non l’ha fatto finora? Perché non ha giocato a questi ritmi, con questa qualità? Siamo alla 28ª giornata e dell’Inter si conoscono pregi e difetti, sono quelli dall’inizio della stagione".

Lautaro Martinez ha fatto dimenticare Icardi.
"Sono due giocatori diversi, Lautaro si è dimostrato molto utile al tipo di gioco che aveva in mente Spalletti"..

Tempo fa avevi detto che il finale della storia tra Icardi e l’Inter era scritto: si andrà verso l’addio a fine anno. In questi giorni è cambiato qualcosa o sei sempre dello stesso parere?
"La penso come prima, credo che alla fine Icardi verrà ceduto. Ma la cosa che mi interessa è un’altra. E sono le conseguenze che questa storia avrà, per tutti, non solo per l’Inter. Stanno cambiando i rapporti di forza. C’è un giocatore che non è infortunato, anzi sostiene di esserlo, ma si dice offeso e continua a prendere lo stipendio. Mi chiedo se Perisic o Chiesa o Perotti domani facessero lo stesso. Cosa succederebbe? Icardi sta segnando una strada che porta all’ingestibilità del calcio. Finora c’è sempre stata una regola, quella della supremazia della società sul giocatore. Ti pago e tu pensi a giocare. Qui sta cambiando tutto".

Chi è favorito per il 3° posto, Inter o Milan?
"La differenza tra le due squadre è davvero minima. Vedo ancora il Milan un po’ più avanti, per la continuità del rendimento. L’Inter è meno squadra del Milan, ha più individualità, ma il Milan ha un passo diverso".

Che lettura dai alla prima sconfitta in campionato della Juventus?
"E’ stata una brutta partita in generale, con tanti errori tecnici e di precisione nei passaggi. Semplicemente: la Juventus non c’era, Forse pensava bastasse quel poco che ha fatto, però non c’è mai stata. Comunque era una sconfitta che andava messa in preventivo. Se tu guardi, anche l’Atletico Madrid ha perso. Sono uscite entrambe sfinite dalla Champions".

Che ne pensi del sorteggio?
"E’ stato un ottimo sorteggio. L’Ajax ha tante cose diverse, mi piace molto Tadic, così come De Ligt e De Jong sono due potenziali fuoriclasse. L’Ajax è una squadra sorprendente, la vittoria al Bernabeu è stata fantastica, ma non dimentichiamo che all’andata aveva perso in casa. Insomma: è una squadra battibile. E’ una squadra molto veloce e molto tecnica, sarà difficile essere più tecnici di loro, bisogna essere più esperti. Ma questo Ajax non ha storia, la Juve metterà in campo tutta la sua abitudine alla Champions, la sua frequentazione, e questo peserà".

La nazionale di Mancini è chiamata ai primi impegni veri contro Finlandia e Liechtenstein vero Euro 2020. Che squadra sta nascendo?
"Questa squadra mi ricorda la prima nazionale di Vicini, quella della metà degli anni ’80, dopo il Mondiale del 1986. Erano tutti giovani. A quel tempo eravamo abituati ai campioni, Vicini portò l’Under 21 in prima squadra. Zenga, Maldini, Donadoni, Giannini, Vialli. C’era anche Mancini, che fino all’esplosione di Baggio era stato il centravanti titolare. Questa è una nazionale molto promettente, Mancini la sta assecondando. Sono cresciuti i talenti, penso a Chiesa, Barella e Bernardeschi".

Ha ancora senso aspettare Balotelli?
"Io lo porterei in panchina, tanto quello che fa in 20 minuti, Balotelli lo fa anche in 90. Quindi titolare no, ma se mi serve lo butto dentro".