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Sconcerti - insignito oggi a Porto Santo Stefano con il “Premio Enrico Basile” - come leggi l’arrivo di Di Maria alla Juve?
"Nell’anno del Mondiale è un’operazione corretta, perché il Mondiale sventa qualunque pericolo di pigrizia mentale e fisica. In generale - quando uno viene per un anno - non c’è nessun progetto dietro!".

E quindi?
"Quindi quella della Juve mi sembra una mossa abbastanza disperata, anche se azzeccata per un solo anno".

E Zaniolo che fa. Resta a Roma o se ne va?
"Credo che lascerà la Roma, anche le ultime indiscrezioni, con il club che parla di scarsa gratitudine, mi sembra vadano in quella direzione. Anche perché mi sembra che la Roma abbia bisogno di soldi".

Dove può andare? La Juve è il club giusto per lui?
"Quando un calciatore va alla Juve non sbaglia mai. Da un punto di vista tecnico lo spazio maggiore ce l’avrebbe al Milan. Zaniolo è un giocatore molto forte, che produce disordine, ed è un valore. E’ un giocatore con buona tecnica e un grande fisico".

Lukaku farà coppia con Lautaro?
"Credo di sì, Lautaro dovrebbe restare, andrà via di sicuro Skriniar, probabilmente De Vrij, ma alla fine penso che Lautaro resterà a Milano".
Come si presenterà l’Inter al via?
"Come la più forte, nessuno ha i suoi giocatori. Inzaghi ha grande abbondanza".

Dovrà crescere anche Inzaghi, che è stato beccato da Calhanoglu nell’intervista che il centrocampista ha fatto in patria.
"Sì, una cosa piuttosto anomala, ma credo che quella Chalanoglu sia stata una questione personale. Insomma, ha detto che finché c’era lui in campo l’Inter era in vantaggio, poi è uscito e il Milan ha rimontato. Comunque è vero: Inzaghi dovrà gestire meglio le partite".

Che giocatore è Origi?
"Un buon numero due, interessante, segnerà i suoi gol, ma al Milan oggi manca un grande centravanti e rischia di cominciare il campionato senza Ibra, Kessie e Diaz".

A proposito: stiamo andando incontro a un campionato anomalo. Quale sarà il fattore decisivo?
"Ad incidere sarà il Mondiale, una sosta di 52 giorni dopo 3 mesi di campionato sarà una fatica enorme da gestire. Credo che i primi tre mesi ci daranno il calcio migliore. Avremo dai 120 ai 150 giocatori di Sere A che daranno il meglio, per presentarsi in forma e per avanzare le loro candidature con le rispettive nazionali. Quando torneranno sarà tutto diverso: avremo a che fare con giocatori infortunati, stanchi o desiderosi di staccare la spina. Ecco, dovrà esserci uno sforzo scientifico anche da un punto di vista della preparazione".