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Sconcerti, ma Pirlo non era stato scelto perché "vincere non basta più" e bisognava dare anche spettacolo? Qua mi sembra che si sia tornati al punto di partenza, cioè ad Allegri.
"C’è stata una correzione in corsa, questo è chiaro. Ma i vantaggi della conversione di Pirlo sono evidenti. Il ritorno di Chiellini è fondamentale. E lì davanti Ronaldo continua a fare la differenza. Lasciami dire una cosa sulla vera novità di questo campionato".

Prego.
"I quattro cannonieri. Chi non ha il grande attaccante non può competere a certi livelli, questa è la novità. E parlo di una prima punta in tutto e per tutto. Mi riferisco a Cristiano Ronaldo, Ibrahimovic, Lukaku e Immobile. Siamo tornati ad avere difese schierate e questi sono gli uomini che fanno la differenza".

Difese schierate e mediamente più scarse.
"Sì, è vero, con un gioco che è meno brillante e quindi chi ha la brillantezza fa la differenza. Cioè i centravanti puri, che ti costringono a cambiare gioco. E’ cambiata la centralità del gioco. Non si portano più tanti uomini in area avversaria, ma si punta su un unico centravanti. Si fa lo sforzo inverso, ed è esattamente questa la cifra del calcio italiano. Milan, Inter, Juventus e Lazio ce l’hanno, le altre no. Prendi la Roma, Dzeko è un grande centravanti, ma fa la metà dei gol degli altri".

E l’Atalanta?
"L’Atalanta è una squadra modernissima in un momento in cui la modernità non serve a nulla. Siamo tornati al calcio all’italiana".

Domenica sera c’è Inter-Lazio: Inzaghi può tornare in corsa per lo scudetto?
"Mi baso da anni su una mia statistica che non sbaglia mai. Questa: per vincere il campionato tu non puoi stare senza segnare per più di quattro partite. E la Lazio è come Milan, Inter: sono squadre rimaste una sola volta senza segnare gol, mentre la Juve non ha segnato per due volte. Quindi la Lazio nel pacchetto con le migliori ci sta". 

Ma può correre per lo scudetto’
"Non lo so, certo che nove punti da rimontare - con tre squadre davanti - non sono pochi". 

Intanto è sparita la borghesia. Non c’è più una fascia media.
"Ti correggo, è diventata una piccola borghesia. Cioè: anche le squadre delle grandi città si sono allineate alle piccole. E tra prima e seconda fascia non c’è rapporto".

Come finisce tra Gattuso e il Napoli? O meglio: finisce prima che il campionato finisca?
"Finisce che se Gattuso esce dalla Coppa Italia e poi perde con la Juve si mette in modo poco lusinghiero e rischia molto. Ma la domanda è: chi viene a sostituirlo? Gli allenatori bravi ci sono, da Allegri a Sarri a Spalletti. Ma sono disposti a prendere una squadra in corsa? Lascianmi dire - per tornare al discorso dei centravanti - che in un campionato in cui tu riscopri decisivi i grandi attaccanti, il Napoli ha sempre dovuto fare a meno di Osimhen e di Mertens, i suoi due centravanti. Cioè ha giocato senza attaccanti e allora non c’è nessuna prova reale che il Napoli sia peggiore di quelle che stanno davanti".