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Sconcerti, sei d'accordo che il Sassuolo gioca il miglior calcio d’Italia?
«Sono d'accordo, ed è un po’ di tempo che gioca così. E di fronte aveva il Napoli, una grande squadra».

Se c’è un modello, qual è quello del Sassuolo?
«A me ricorda l’Ajax che eliminò la Juve due anni fa, per la qualità del palleggio e la rapidità con cui gioca nello stretto. Sull'1-0 il Napoli pressava molto, ma i giocatori del Sassuolo con triangolazioni strettissime venivano via lo stesso: ci vuole grande qualità media».

Il Milan non molla il primo posto. Lo ritieni davvero pronto per lo scudetto?
«Ti giro la domanda e ti chiedo: esiste una squadra nettamente più forte del Milan?»

In questo momento no.
«Si dice che il Milan dipende da Ibrahimovic. Vero, ma le grandi squadra dipendono dai loro campioni, così la Juve con Ronaldo e l’Inter con Lukaku».

A proposito: Cristiano Ronaldo ha dato una mano ad una Juve in difficoltà con lo Spezia.
«Parlavamo di fuoriclasse, ecco: entra Ronaldo e fa subito gol e quando vai in vantaggio è un'altra partita»..

E ha evitato figuracce a Pirlo.
«Pirlo sta cambiando la Juve. Ha rovesciato l’imbuto, da avere due centrocampisti e una mezzala offensiva, è passato ad averne due con un mediano davanti alla difesa. Per farti un esempio: è come se un giorno giochi con Totti e il giorno dopo con De Rossi. Questo racconta molto sul fallimento delle prime giornate e anche sulle sue capacità di capire e cercare la propria strada».

Var e arbitri. Come se ne esce?
«Non se ne esce. Siamo dentro un errore di logica. Abbiamo pensato al Var come a qualcosa che eliminasse l’errore arbitrale, ma non è così. Perché l'errore arbitrale è un'opinione e a guidare l’errore è un’altra opinione».
Servirebbe più esattezza nel giudizio, però.
«Ho letto un paio di volte il protocollo-Var in questi anni, ci sono degli errori ma non dobbiamo meravigliarci. Eliminare gli errori è una chimera. Una macchina viene guidata dall’uomo, non c’è una macchina che va per conto suo. Così vale per il Var».

L’Inter si è inceppata. Quali sono le colpe di Conte?
«Credo che Conte abbia perso il filo del discorso. Un anno fa dopo 6 partite l’Inter aveva 18 punti, oggi ne ha 11. Basterebbe che Conte spiegasse cosa è successo. Mi sono fatto l’idea che l’Inter non potrà mai giocare benissimo, è una squadra abbastanza vecchia, fuori tempo e fuori ritmo, soprattutto è una squadra lenta nel pensare. I titolari nell’Inter farebbero i titolari ovunque, ma ho l'impressione che sia compattata male».

A sorprendere sono anche le scelte di Conte,
«E’ una squadra che è stata costruita sulla fiducia di Conte verso alcuni giocatori, che non sono più gli stessi. Quelli di qualità, come Lautaro e Hakimi, sono scomparsi. E’ una squadra molto sbilanciata in avanti. La difesa continua a prendere gli stessi gol di sempre. Ci sono giocatori che non ti spieghi cosa gli sia successo: col Parma è entrato Nainggolan ma non sembrava nemmeno lui.  La  dimostrazione che nell'Inter c’è qualcosa che non funziona è il ruolo di Barella, da trequartista? Che ci fa lì? Qualcuno me lo deve spiegare. Barella non ha quelle caratteristiche, ma viene tenuto lì perché Barella è un flipper, una specie di pronto soccorso nella metà campo degli altri. E Conte in quella zona ha bisogno di questo pronto soccorso».

Sei giornate e già si parla dei primi esoneri. Rischiano Iachini e Giampaolo. I tempi sono maturi per il primo cambio di panchina stagionale?
«Credo di sì, prima o poi succederà. Iachini è veramente irritante. La Fiorentina è una squadra sbagliata, ancora una volta. E’ piena di mezzi giocatori. E soprattutto è sbagliata mentalmente».

Cioè?
«Guarda, da fiorentino vorrei chiedere scusa a Callejon, che arriva a Firenze e Iachini lo fa giocare prima in mezzo al campo e poi da centravanti. Con Benitez e Sarri ha giocato per anni nello stesso ruolo, sulla fascia. Perché non gioca lì?».

Che faranno Fiorentina e Torino con Iachini e Giampaolo?
«Spero che la Fiorentina non esoneri Iachini, così come spero che il Torino non cacci Giampaolo, perché società che ambiscono ad avere grandi giocatori non possono cacciare l’allenatore dopo 6 giornate. C’è un problema e va risolto nell’area tecnica. Se tu cambi allenatore i grandi giocatori non verranno mai, butti via un anno e ricominci sempre da capo».